GPT-6 Astra è arrivato: OpenAI apre l’era dell’AGI?

OpenAI presenta il suo modello più avanzato e Greg Brockman parla apertamente di “era dell’AGI”. Ma che cosa significa davvero intelligenza artificiale generale e perché GPT-6 Astra segna un passaggio importante anche se non possiamo ancora dire che l’AGI sia stata raggiunta?

GPT-6 Astra e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale verso sistemi più autonomi
GPT-6 Astra rappresenta un nuovo passo verso sistemi di intelligenza artificiale capaci di gestire attività complesse e utilizzare strumenti digitali. – Foto Fpai
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GPT-6 Astra è arrivato. OpenAI ha presentato il nuovo modello di punta definendolo il più intelligente e allineato realizzato finora dall’azienda. Ma questa volta il lancio non riguarda soltanto benchmark più alti, risposte migliori o una nuova generazione di ChatGPT. Intorno ad Astra si sta aprendo una discussione molto più ampia: potremmo essere entrati nell’era dell’AGI, l’intelligenza artificiale generale?

A pronunciare parole destinate inevitabilmente a far discutere è stato Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, che durante la presentazione del modello ha parlato apertamente dell’inizio dell’“era dell’AGI”. Una dichiarazione importante, soprattutto considerando che OpenAI è nata nel 2015 proprio intorno all’obiettivo di sviluppare l’Artificial General Intelligence. Ma parlare di era dell’AGI non significa necessariamente poter dichiarare che un’intelligenza artificiale equivalente a quella umana sia già stata realizzata.

Per capire perché GPT-6 Astra rappresenti comunque un passaggio importante bisogna quindi partire proprio da questa domanda: che cos’è l’AGI?

Che cos’è l’AGI, l’intelligenza artificiale generale

AGI è l’acronimo di Artificial General Intelligence, in italiano intelligenza artificiale generale. Il concetto descrive un’intelligenza artificiale capace di affrontare un’ampia varietà di problemi, imparare, adattarsi a situazioni nuove e trasferire conoscenze da un’attività all’altra, invece di essere progettata per svolgere soltanto compiti specifici. È una distinzione importante. Per molti anni i sistemi di intelligenza artificiale sono stati estremamente efficaci all’interno di ambiti molto delimitati: riconoscere immagini, tradurre testi, giocare a scacchi, classificare informazioni o fare previsioni.

L’arrivo dei grandi modelli linguistici ha progressivamente ampliato questi confini. Un sistema come ChatGPT può già scrivere, tradurre, programmare, analizzare documenti, interpretare immagini, effettuare ricerche e affrontare problemi molto diversi tra loro. Ma l’idea di AGI va oltre.

Un sistema di intelligenza artificiale generale dovrebbe essere in grado non soltanto di rispondere a una domanda, ma di comprendere un obiettivo, decidere quali passaggi siano necessari per raggiungerlo, utilizzare strumenti differenti, affrontare imprevisti e proseguire il lavoro con un livello elevato di autonomia. Ed è proprio su questo terreno che GPT-6 Astra diventa particolarmente interessante.

GPT-6 Astra non vuole soltanto rispondere: vuole lavorare

OpenAI presenta Astra come il proprio modello più capace per le attività professionali complesse e per il cosiddetto computer use. Il modello può utilizzare browser e applicazioni, compilare moduli online, aggiornare dati in un CRM, organizzare un calendario, svolgere ricerche sul Web, lavorare sui documenti e creare siti. Può inoltre affrontare attività composte da numerosi passaggi e produrre documenti, fogli di calcolo e presentazioni come risultato finale. È una differenza apparentemente sottile, ma sostanziale.

Con i primi chatbot l’utente formulava una domanda e l’intelligenza artificiale restituiva una risposta. Con i sistemi agentici l’utente può invece indicare un risultato da raggiungere e lasciare che sia l’AI a eseguire una parte crescente del processo necessario per ottenerlo. In altre parole, stiamo passando dall’intelligenza artificiale utilizzata come assistente all’intelligenza artificiale utilizzata come agente operativo. È probabilmente questo, più ancora di un singolo benchmark, il significato più concreto dell’espressione “era dell’AGI”.

Perché OpenAI parla di era dell’AGI

L’AGI non dispone di una soglia universalmente riconosciuta dalla comunità scientifica. Non esiste un esame ufficiale che permetta di stabilire che un sistema abbia raggiunto l’intelligenza artificiale generale una volta superata una determinata percentuale. Anche OpenAI ha utilizzato nel tempo definizioni differenti. Storicamente ha descritto l’AGI come un sistema altamente autonomo capace di superare gli esseri umani nella maggior parte delle attività economicamente rilevanti, mentre più recentemente il concetto è stato associato più in generale a sistemi capaci di raggiungere o superare capacità umane in numerosi domini.

Per questo la frase utilizzata da Brockman va letta con attenzione. Parlare di “era dell’AGI” non equivale necessariamente a dichiarare che GPT-6 Astra sia definitivamente un’AGI. Può invece indicare l’ingresso in una fase nella quale la distinzione tra un’intelligenza artificiale specializzata e un sistema dotato di capacità molto più generali diventa progressivamente meno netta.

Il benchmark ARC-AGI-3 e il risultato di Astra

Uno degli elementi che hanno alimentato il dibattito è il risultato ottenuto da GPT-6 Astra su ARC-AGI-3, un benchmark pensato per valutare la capacità dei sistemi di affrontare situazioni nuove, comprenderne le regole e trovare una soluzione senza aver già incontrato esattamente lo stesso problema. Secondo i risultati presentati al lancio, Astra può raggiungere il 98,6% utilizzando l’ambiente ottimizzato da OpenAI. In una configurazione standardizzata utilizzata per confrontare più direttamente modelli differenti, il risultato si colloca invece intorno al 63%.

La differenza tra i due valori è importante perché mostra quanto le prestazioni dei moderni sistemi di intelligenza artificiale dipendano ormai non soltanto dal modello, ma anche dall’infrastruttura che lo circonda: memoria, strumenti disponibili, gestione del contesto e software utilizzato per orchestrare le operazioni. Ed è anche il motivo per cui sarebbe scorretto trasformare automaticamente un risultato molto elevato in un certificato di raggiungimento dell’AGI. Un benchmark misura determinate capacità in condizioni definite. Il mondo reale è molto più complesso, ambiguo e imprevedibile.

GPT-6 Astra è quindi una vera AGI?

Non possiamo ancora affermarlo. Non esiste oggi un consenso scientifico sufficiente per stabilire che GPT-6 Astra rappresenti l’intelligenza artificiale generale, né il superamento di uno o più benchmark è sufficiente per dimostrarlo. Il dato più interessante è probabilmente un altro: alcune delle caratteristiche che per anni abbiamo utilizzato per immaginare l’AGI stanno progressivamente comparendo nei sistemi realmente disponibili.

Capacità di affrontare problemi appartenenti a domini differenti, utilizzo di strumenti, adattamento a nuovi compiti, pianificazione di attività articolate e maggiore autonomia operativa sono tutte caratteristiche che riducono la distanza tra i tradizionali modelli specializzati e il concetto di intelligenza generale. Il vero cambio di epoca potrebbe quindi non coincidere con il giorno in cui qualcuno potrà annunciare ufficialmente che una macchina è diventata intelligente quanto un essere umano. Potrebbe essere il momento in cui smettiamo di utilizzare l’intelligenza artificiale soltanto per ottenere risposte e iniziamo a delegarle interi processi.

Il salto nel lavoro professionale

È proprio nel lavoro che le conseguenze di questa evoluzione potrebbero diventare visibili più rapidamente. OpenAI ha addestrato GPT-6 Astra specificamente per affrontare attività professionali complesse. Il modello combina capacità di ragionamento con l’utilizzo del computer e può eseguire workflow composti da più fasi. Questo significa che l’AI non deve necessariamente fermarsi alla produzione di un testo o di un’analisi. Può, almeno nei contesti supportati, raccogliere informazioni, lavorare su applicazioni differenti, modificare documenti e arrivare fino alla produzione del risultato richiesto.

Per aziende e professionisti il passaggio è rilevante perché cambia progressivamente anche il modo in cui verranno progettati i processi di lavoro. Non si tratterà soltanto di chiedersi quali attività possano essere accelerate dall’intelligenza artificiale, ma quali processi possano essere affidati in parte a sistemi autonomi e quali debbano invece continuare a prevedere controllo, responsabilità e decisione umana.

Più autonomia significa anche più rischi

Le stesse caratteristiche che rendono Astra più potente rendono però il tema della sicurezza ancora più importante. GPT-6 Astra è il primo modello di OpenAI ad aver raggiunto il livello Critical per le capacità di cybersecurity previste dal Preparedness Framework dell’azienda. Secondo OpenAI, con gli strumenti e gli accessi appropriati Astra può individuare vulnerabilità precedentemente sconosciute e sviluppare nuovi modi per sfruttarle anche su sistemi fortemente protetti, senza la necessità che una persona guidi ogni singolo passaggio.

Proprio per questo l’azienda afferma di avere rafforzato le protezioni applicate al modello prima della distribuzione. È un altro elemento che aiuta a comprendere perché il dibattito sull’AGI non riguardi soltanto la potenza dell’intelligenza artificiale. Più un sistema diventa capace di agire autonomamente, più diventano importanti questioni come controllo, supervisione, sicurezza, responsabilità e capacità di comprendere perché abbia intrapreso una determinata azione.

Quando sarà disponibile GPT-6 Astra

Il lancio di GPT-6 Astra è iniziato con una distribuzione graduale. OpenAI indica inizialmente l’accesso per organizzazioni selezionate attraverso il programma Trusted Access. L’estensione a ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise e l’accesso tramite API sono previsti progressivamente nei giorni successivi al lancio. Gli sviluppatori avranno a disposizione un modello con una finestra di contesto da 1,05 milioni di token e fino a 128.000 token di output. Il modello supporta inoltre strumenti come ricerca Web, ricerca nei file, computer use, generazione di immagini, code interpreter, shell e MCP. Il prezzo API indicato da OpenAI è di 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione di token in output.

Da GPT-5 a GPT-6 Astra cambia soprattutto il ruolo dell’AI

L’evoluzione diventa ancora più evidente osservando quanto rapidamente sia cambiato ChatGPT. Già con l’arrivo di GPT-5 e delle successive generazioni di modelli OpenAI l’attenzione si era spostata dal semplice chatbot verso sistemi capaci di ragionare e utilizzare strumenti. GPT-6 Astra porta questa trasformazione un passo più avanti. Il punto non è più soltanto stabilire se una risposta sia migliore rispetto a quella prodotta dalla generazione precedente. La domanda diventa quanto a lungo l’intelligenza artificiale sia capace di lavorare, quanti strumenti riesca a utilizzare, quante decisioni intermedie possa gestire e con quanta affidabilità riesca a raggiungere un obiettivo complesso.

L’era dell’AGI potrebbe essere già iniziata senza che ce ne accorgessimo

Stabilire oggi se GPT-6 Astra sia o meno una vera intelligenza artificiale generale rischia quindi di essere meno utile che osservare la trasformazione già in corso. L’intelligenza artificiale sta passando rapidamente da sistema che genera contenuti a sistema che può agire all’interno degli strumenti digitali che utilizziamo quotidianamente. Questo non rende automaticamente Astra intelligente come un essere umano e non elimina limiti, errori o necessità di supervisione. Ma modifica il rapporto tra persone e macchine.

Se per “era dell’AGI” intendiamo necessariamente il momento preciso in cui nasce un’intelligenza artificiale equivalente all’uomo, non abbiamo ancora elementi sufficienti per affermare di esserci arrivati. Se invece intendiamo l’inizio di una fase nella quale sistemi sempre più generali possono ragionare, utilizzare strumenti e portare avanti autonomamente porzioni significative del lavoro umano, allora la frase di Brockman appare molto meno futuristica.

Ed è forse questa la vera notizia dietro GPT-6 Astra: la discussione sull’AGI non riguarda più soltanto qualcosa che potrebbe accadere in futuro. Sta cominciando a riguardare strumenti che entrano oggi nei nostri computer e nei nostri processi di lavoro.

Fonti: OpenAI, documentazione ufficiale GPT-6 Astra e GPT-6 Astra System Card.

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Anna Bruno è giornalista professionista con oltre venticinque anni di esperienza nel settore della comunicazione digitale, dell’innovazione e del giornalismo tech. Ha collaborato con quotidiani e magazine seguendo l’evoluzione di internet, dei media e delle tecnologie emergenti. Direttrice responsabile di FullPress.it e cofondatrice di FullPress Agency, è autrice dei libri Digital Travel e Digital Food (Flaccovio Editore), e lavora come consulente e docente nei settori del marketing digitale, del business online e della trasformazione digitale per PMI e professionisti.

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