Google: Sito penalizzato? No, fluttuante!

In questi giorni, come nel marzo scorso, molti webmaster si sono visti passare dalle prime posizioni nelle ricerche di Google alle ultime senza un’apparente motivazione. Una sola cosa accomuna tutti i siti colpiti da questo fenomeno: -90% delle visite al sito.

Ebbene si, le fluttuazioni di Google sono tornate. E con loro lo sconforto di molti webmaster che si sono visti ridurre drasticamente le visite ai propri siti e quindi dei propri introiti.

La cosa strana è che i proprietari di siti che hanno avuto vantaggi nelle SERP (risultati delle ricerche) grazie a questo fenomeno, non hanno manifestato alcuna soddisfazione. Infatti le posizioni disponibili in prima pagina sono 10 ed è naturale che se qualcuno scende c’è sempre qualcun altro che sale al suo posto. A tal proposito ho fatto alcune considerazioni che potrebbero rappresentare un’ipotesi a riguardo:

I siti che sono saliti sono siti satellite ricchi di spam, dove il posizionamento non è nemmeno tracciato o analizzato, perché solitamente questi siti hanno vita breve e tendono a posizionarsi con qualsiasi parola chiave. In questi termini, lo spammer, non va certo a dire che il suo sito è salito in prima pagine fra i risultati per una determinata query. Ciò avvallerebbe una delle tesi fatte a marzo, cioè l’abbattimento delle anchor text (avvenuto anche in questo mese) per far emergere lo SPAM presente nelle serp ed eliminarlo (algoritmicamente/manualmente).

Ora vorrei confrontare, in modo schematico, la fluttuazione di Marzo con quella attualmente in corso, in quanto denotano una mutazione del fenomeno probabilmente dovuta all’inserimento di nuovi algoritmi, adottati dal motore di ricerca californiano.

Analogie

La fluttuazione è limitata solamente ad alcuni settori o addirittura a keywords
• I siti vittima di questo fenomeno sono dei settori più disparati
Modifiche nel conteggio delle anchor text
Concomitanza con l’esportazione dei back link (rilevati dal webmastertool)
Concomitanza dell’esportazione sulla Google Toolbar del Pagerank (affermazione da prendere con le molle, in quanto si tratta di una pura intuizione e supposizione in funzione di alcuni casi anomali di aggiornamento avvenuti durante il periodo di fluttuazione).
Concomitanza del down. Infatti in questo mese, sono stati rilevati abbattimenti di siti contemporaneamente nelle date del 26 giugno, 28 giugno, 02 luglio, 07 luglio e 12 luglio (naturalmente dai dati raccolti)
Ritorno in serp caratterizzato da miglioramenti del ranking

Differenze

L’ampiezza dell’onda sinusoidale è molto più estesa e va da 7 ai 30 giorni (conteggiati fino ad ogni), mentre nelle fluttuazioni di marzo era praticamente all’ordine di ogni ora
Allineamento di tutti i datacenter, al contrario della precedente, questa volta tutti i datacenter di Google sembrano essere praticamente allineati al ribasso (anche se nelle ultime ore sembra proprio che il disallineamento si verifichi per qualche ora)
• Gran parte dei siti, hanno subito il down in serp solamente per parole chiave secondarie, mentre la keyword principale (nel 90% dei casi contenuta nell’homepage) è restata al suo posto. Questo fa escludere all’80% la possibilità di penalizzazione dei siti
Posizionamento del sito anomalo nelle ultimissime posizioni delle ricerche, proprio appena prima dei risultati omessi, per le keywords secondare colpite dalla fluttuazione
Mancanza di motivazioni apparenti: infatti questa volta, oltre a siti di piccole dimensioni e relativamente giovani, anche siti autorevoli ed ad alto PR (anche 5 o 6) hanno subito la stessa sorte
Rivalutazione delle anchor text, mentre a marzo il numero delle ancore per una keywords specifica, risultavano essere uguali al numero totale dei risultati delle ricerche per quella parola chiave, oggi sembra che ai web site colpiti siano caduti alcuni link con ancore importanti per la keywords selezionata
• A supporto del punto precedente per alcuni siti, infatti, il webmastertool ha indicato meno siti rispetto al periodo precedente alla fluttuazione
La sinusoide ha colpito l’intero dominio, anche se con long tail (coda lunga di keywords) completamente differenti (utilizzata da siti generalisti).

Pertanto dalle rilevazioni fatte in queste ultime settimane, le precedenti ipotesi devono essere riviste ed adattate alla situazione attuale:

Marzo 07
1. La possibile causa delle fluttuazioni, è dovuta alla variazione del calcolo delle ancore dei backlink (infatti durante le onde, i numero di risultati delle anchor text risulta esattamente uguale a quello dei risultati delle ricerche, il che è matematicamente impossibile in fase di normalità).
Luglio 07
1. La modifica delle serp per le anchor text, non è la causa ma uno degli effetti dovuti all’abbattimento vero e proprio nel conteggio dei link (che sono il fattore predominante nel ranking attuale). Togliendo i link ad un sito, questo non può far altro che crollare in serp.

Marzo 07
2. Basandosi sulla prima ipotesi, è plausibile che Google abbia la possibilità di attivare/disattivare questa opzione in qualsiasi momento
Luglio 07
2. Questa affermazione è ancora attuale, infatti sembra proprio che Google sia in grado di stabilire tempi e modalità nell’eliminazione “temporanea” dei link

Marzo 07
3. La motivazione più probabile che porta a questo fatto, sembrano operazioni di manutenzione e soprattutto nella pulizia delle SERP dallo SPAM (infatti difficilmente le pagine spam hanno una considerevole mole di backlink di qualità) ed è una teoria confermata anche dal ritorno della gran parte delle pagine sparite ai propri posti nelle SERP subito dopo l’evento sinusoidale
Luglio 07
3. Effettivamente, a mio avviso, sembra ancora l’ipotesi più plausibile. Anche se in queste settimane il lavoro di pulizia potrebbe essere stato effettuato algoritmicamente anziché manualmente (questo è deducibile dalla maggiore ampiezza delle onde sinusoidali, cioè la stabilità raggiunta da tutti i datacenter permette di creare regole di programmazione in grado di eliminare automaticamente lo SPAM dalle Serp).

Marzo 07
4. Inoltre, Google sembra proprio agire a suo piacimento, colpendo ed analizzando settore per settore, parola chiave per parola chiave. Infatti mentre alcuni siti dello stesso settore sono in fluttuazione, altri di categorie differenti sono statici e presentano SERP regolari
Luglio 07
4. Situazione invariata.

Marzo 07
5. La perdita di posizionamento, invece può essere dovuta alla minor spinta in termini di backlink dovuta alla fuoriuscita di pagine e anchor text (vedi dati inferiori fra prima e dopo la sinusoide) forse per una maggior severità del filtro anti-duplicazione e delle modifiche apportate all’algoritmo di google per delimitare il fenomeno del GoogleBombing)
Luglio 07
5. Come per il punto 1, questa non è una causa ma è l’effetto dell’abbattimento dei backlink dei siti colpiti dall’onda sinusoidale

Marzo 07
6. Per non subire le fluttuazioni, occorre avere un’elevata popolarità in grado di sostenere il sito fra le prime posizioni anche in questa delicata situazione. Ad
ogni modo si consiglia di operare una promozione del sito a livello globale, non concentrandosi solo su una precisa keywords o desinenze di parole chiavi

Luglio 07
6. Purtroppo questa affermazione è stata smentita, in quanto sono stati colpiti siti ad elevata popolarità e con long tail di keywords ben studiate e differenziate (il crollo ha caratterizzato tutte le parole chiavi esclusa quella principale). In effetti, per questo aspetto, sembra una soluzione diametralmente opposta a quella ottenuta nel mese di Marzo.

E allora cosa possiamo fare per un posizionamento organico duraturo? Vale ancora scrivere e realizzare risorse per gli utenti?

Si, è l’unica certezza, su internet non è il motore che converte, sono gli utenti che effettuano le conversioni. Realizzare strumenti e documenti rivolti all’utenza premia sempre, sempre.

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