Salvare immagini per Internet con Photoshop

Tutti i trucchi per ottimizzare al meglio i file grafici da pubblicare in Rete. Formato per formato, le tecniche per comprimere al massimo le immagini senza rovinarle.

Grazie ad Adobe Photoshop CS è possibile esportare molto velocemente qualsiasi tipo di immagine da pubblicare su Internet. I metodi più veloci sono due: usare il software Image Ready, in dotazione insieme ad Adobe Photoshop CS, oppure – una volta finita l’elaborazione dell’immagine – eseguire un salvataggio tramite la voce File > Salva per Web.

Lasciando l’uso di Image Ready a chi desidera sperimentare l’applicativo o approfondire espedienti tecnici di salvataggio, proviamo a sfruttare il secondo metodo, più accessibile e immediato. Una volta richiamata la funzione, come indicato al punto precedente, comparirà una finestra di anteprima in cui valutare passo a passo l’impatto grafico che si ottiene.

Per visualizzare l’immagine intera si può usare il menu Livello Zoom posizionato in basso a sinistra, scegliendo, nella tendina a scomparsa, la voce Adatta allo schermo. Se di desidera, invece, mantenere le dimensioni più grandi, è possibile spostare l’immagine, per verificarne le parti nascoste, con lo Strumento Mano (richiamabile anche con il tasto H).

Una seconda opzione per vedere in tempo reale le modifiche apportate è quella che permette di affiancare l’immagine originale a quella ottimizzata. Nelle linguette sopra l’immagine si deve scegliere la voce 2 immagini. Da una parte si vedrà l’originale, dall’altra il risultato. Volendo si possono mettere a confronto anche 4 immagini per provare i differenti salvataggi.

Passiamo all’ottimizzazione. I formati più usati su Internet sono il .GIF, il .JPG, il .PNG (sia a otto sia a ventiquattro bit). Queste tipologie di immagine si possono scegliere nel menu a tendina posizionato a destra, sotto la voce Predefinito. Per ognuno di essi occorre stabilire ulteriori specifiche, relative alla palette dei colori, alla compressione, al dithering ecc.

Proviamo a impostare l’immagine come .GIF. Questo tipo di formato è a 8 bit e permette di avere al massimo 256 colori. Utilizzando il menu Colori si può abbassare il numero di colori in modo da alleggerire il peso in Kbyte del file. Verificando a lato l’alterazione dell’immagine, è opportuno interrompere la riduzione qualora si creino aloni o si rovini visibilmente la grana della foto.

Un altro parametro da fissare è il dithering. Questo sistema simula i colori dell’immagine per la visualizzazione a 8 bit. Si può escluderlo (Nessun dithering) o impiegarlo per creare effetti di Diffusione, Pattern o Disturbo. Il dithering non influisce sulla palette dei colori, ma aumenta il peso dell’immagine. Dei tre effetti il più leggero è la Diffusione.

Un altro algoritmo da definire è quello relativo alla riduzione dei colori. In parte si sovrappone alla scelta del numero di colori specificata prima, in parte aggiunge nuove possibilità. Le scelte sono Percettiva, Selettiva, Adattata e Restrittiva (con palette standard per Web). A parte quest’ultima, le altre indirizzano l’immagine ottimizzata utilizzando i colori dell’originale.

Infine, un aspetto importante delle .GIF è la trasparenza. È possibile cioè scegliere un colore dalla palette da rendere invisibile per alleggerire tutta l’immagine. Ovviamente dovrà corrispondere al fondo della pagina Web. Per ottenere questo risultato basta mettere un check alla voce Trasparenza e con il mouse fare clic su un colore della palette che verrà riquadrato.

Passiamo al salvataggio in .JPG. Selezionando .JPG dal menu a tendina Formato di file ottimizzato, compaiono nuove opzioni di formattazione. La più importante è la Qualità, che indica il livello di compressione dell’immagine. Spostando l’ago che compare sulla piccola barra richiamata dalla linguetta a fianco di Qualità si sceglie il livello percentuale di compressione del file.

Volendo si può scegliere il tipo di compressione più rapidamente usando il menu a tendina Qualità compressione, dove ci sono i valori standard Bassa, Media, Alta, Molto alta, Massima. Per abbassare ulteriormente il peso del file si può optare anche per una sfocatura (strumento Sfoca), da impiegare, però, soltanto se non si rovina l’impatto grafico generale.

Passando ora al salvataggio come .PNG, si deve subito escludere una possibilità, troppo onerosa in termini di Kbyte: il formato .PNG a 24 bit. Sebbene mantenga una buona risoluzione e una palette di colori ampia, conserva anche un file molto pesante. È preferibile perciò utilizzare sempre il formato .PNG-8 che ha le stesse caratteristiche dei file .GIF.

Dopo avere visto le possibilità più importanti si può intuire come utilizzare un menu di scelta rapida che riassume tutto quanto sperimentato finora. A fianco della voce Predefinito si può richiamare un menu a tendina che elenca una decina di voci. Scelta una di esse la trasformazione sarà automatica e verrà applicata una combinazione di parametri noti.

Alla fine di questo percorso, quale sarà l’ottimizzazione migliore? Non vi è una risposta univoca. Dipende dal tipo di immagine. Per capirlo è possibile optare per una visualizzazione comparata (voce 4 immagini nelle linguette superiori) applicando su ciascuna anteprima una formattazione differente. In basso si vedranno i valori in Kbyte delle singole fotografie.

Una volta compreso quale formato conviene applicare non resta che salvare con il pulsante Salva. In alternativa per raffinare la formattazione si può richiamare l’applicazione Image Ready tramite il pulsante basso Modifica in Image Ready. Infine, se si desidera vedere un’anteprima nel browser, per valutare qualità e dimensioni si può scegliere Anteprima in browser di default.

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