Recuperare fotografie sfocate con Adobe Photoshop CS

Alcuni espedienti per rimediare alla scarsa leggibilità delle immagini e alle foto sfocate con Adobe Photoshop CS: dall’applicazione di filtri alla verifica di tonalità, saturazione, luminosità e contrasto.

Foto sfocate, 1Foto sfocate, 1

Attraverso le funzionalità di Adobe Photoshop CS è possibile correggere immagini sfocate che risultano scarsamente leggibili perché scattate male con una macchina fotografica oppure perché stampate male in fase di sviluppo. I metodi di correzione sono numerosi. Ne verranno presentati due distinti, adatti a situazioni differenti.

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Il primo metodo fa uso di un filtro. Dal menu Filtro si richiama la voce Altro e successivamente Personale. Con questo è possibile cambiare i valori di luminosità di ciascun pixel nell’immagine in base a un’operazione matematica predefinita, detta “convoluzione”. A ciascun pixel viene riassegnato un valore in base a quelli dei pixel circostanti.

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La griglia che compare nella finestra Personale rende l’idea della variazione di luminosità dei pixel che circondano un determinato colore. Applicando il filtro verrà aumentato il contrasto dell’intera immagine. Questa operazione è simile ai calcoli Aggiungi e Sottrai per i Canali. Se l’effetto ottenuto è ancora troppo tenue si può rinforzare impiegando un filtro successivo.

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Per migliorare il risultato ottenuto con il filtro Personale si possono applicare alcuni effetti di contrasto. Dal menu Filtro si sceglie Contrasto e poi Maschera di contrasto. Questa funzionalità permette di lavorare sulla risoluzione di microaree, in modo da accentuare la variazione di luminosità tra pixel e pixel circostanti, creando maggiore nitidezza.

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Nella finestra di dialogo Maschera di contrasto è opportuno che Anteprima sia selezionata. Regolando poi  il cursore Fattore verso destra si aumenta il contrasto dei contorni. Per immagini ad alta risoluzione (sopra i 200 Dpi) in genere è sufficiente una quantità fra il 150% e il 200%. Le immagini granulose, invece, richiedono un’impostazione inferiore.

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Per aumentare la larghezza dei contorni generati nel passaggio precedente si può usare il cursore Raggio, trascinandolo verso destra. Un’impostazione tra 1 e 2, in generale, è adeguata. Quando l’impostazione è troppo alta, i contorni acquisiscono aloni evidenti e l’immagine aumenta il livello di granularità. Valori maggiori di 2 sono consigliabile solo con immagini ad alta definizione.

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Con il cursore Soglia, invece, si può aumentare la differenza tra le tonalità prima che il filtro renda più netti i bordi tra loro. Una soglia zero agisce su tutti i pixel dell’immagine. Una soglia alta dà risalto ai contorni solo tra tonalità notevolmente diverse. In genere, i valori tra 2 e 20 sono soddisfacenti. Per calibrare bene gli effetti, è opportuno provare a mixare i tre controlli prima di dare Ok.

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Tutti i passaggi finora descritti riguardano fotografie sfocate. Ci sono, tuttavia, immagini poco nitide anche dal punto di vista della grana. Un esempio classico sono le fotografie scattate con fotocamere digitali e salvate in bassa risoluzione, oppure immagini di piccole dimensioni poi ingrandite. Entrambe accentuano la granularità dei pixel e vanno corrette.

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Perché le modifiche siano efficaci è necessario aumentare la profondità dei di colori, passando dalla modalità di default a quella in Ciano, Magenta, Giallo e Nero. Per questo è necessario scegliere la voce Colore CMYB dal menu Immagine > Metodo. Una volta operate tutte le modifiche necessarie, si può riportare l’immagine alla profondità d’origine.

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Per “salvare” queste immagini si possono apportare variazioni sulla gamma cromatica, la luminosità, la saturazione e il contrasto. Si può iniziare, per esempio, a modificare i livelli di colore con Immagine > Regolazioni > Livelli automatici. Se si desidera, invece, lavorare nel dettaglio con CRTL + L si regolano i tre canali RGB singolarmente a livello manuale.

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È possibile che questa operazione porti a generare un’immagine molto contrastata in cui si perdono alcuni dettagli. Per aggiustare la luce e i contrasti è opportuno richiamare la funzionalità Luminosità/contrasto da Immagine > Regolazioni. Facendo alcune prove, si può virare l’immagine verso una maggiore nitidezza, riportando “alla luce” i dettagli.

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Allo stesso modo si possono regolare le luci e le ombre interne all’immagine per bilanciare le parti rimaste nascoste e quelle ancora poco illuminate. Per agire su questi due valori si può usare la funzione Luci/ombre, richiamabile anch’essa da Immagine > Regolazioni.  Le quantità di luci e di ombre sono espresse in percentuale rispetto a quelle presenti nell’originale.

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A questo punto resta da ritoccare la saturazione del colore che un’esposizione troppo contrastata potrebbe avere rovinato. Richiamando la funzione Tonalità/saturazione da tastiera con CTRL + U o con il menu Immagine > Regolazioni, si può togliere un po’ di colore all’immagine complessiva qualora risultasse troppo carica. È bene fare delle prove prima di dare Ok.

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La variazione della saturazione può essere apportata anche in maniera selettiva. Se nel menu a tendina Modifica interno alla finestra Tonalità/saturazione si sceglie uno dei sei colori a disposizione (Rossi, Gialli, Verdi, Ciano, Blu, Magenta) è possibile correggere ogni singola saturazione di colore. Nell’esempio raffigurato è stato opportuno abbassare la saturazione di gialli.

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Non resta che valutare l’immagine nel suo insieme. È evidente che non è possibile aggiustare i difetti di ogni immagine, in particolare l’eccessiva frammentazione in pixel. Immagini a troppo bassa risoluzione iniziale sono spesso a rischio. Ciò che si deve raggiungere come obiettivo è comunque l’aumento di nitidezza senza perdere particolari.

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