Napster: tutto nuovo torna in Italia, legalmente

Si torna a parlare di Napster, uno dei primissimi servizi di filesharing del web: nuova vita per Napster, oggi vocato allo streaming musicale dietro pagamento di un corrispettivo mensile.

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Sono passati davvero molti anni da quando Napster, noto e famosissimo servizio di filesharing dei “primordi” del web, ha spopolato sui pc di tutto il mondo e poi ha chiuso, per violazioni delle norme sul diritto di autore.
Nel 2001, dunque, il servizio peer-to-peer di Napster cessò di esistere e improvvisamente – dopo quindi dodici anni – si è deciso di “rispolverare” il prodotto, riproponendolo anche in Italia in maniera questa volta del tutto legale, con formula diversa dal passato.
Per accedere al ricco catalogo di Napster, infatti, occorre pagare un abbonamento mensile di 9,95 euro, tramite il quale gli utenti potranno avere a disposizione un vastissimo bacino di scelta musicale, a portata di mano e in streaming.
Napster funziona infatti su pc, sistemi audio, smartphone e tablet Android e su device Apple, sia in modalità online che offline.
Al momento il servizio può essere testato in prova gratuita per 30 giorni, per poi procedere eventualmente all’abbonamento.

Il catalogo è forte di più di 20 milioni di brani ma – a parte l’eco data dal nome stesso – il servizio non sembra offrire nulla di diverso rispetto ad un grande concorrente del calibro di Spotify il quale , per giunta, offre la possibilità di iscrizione gratuita, seppur in questo caso con funzionalità limitate allo streaming via pc e non su device mobili.
Ad ogni modo anche la discesa in campo di Napster conferma l’attuale tendenza di tutti i big del settore: la musica in streaming è uno dei più apprezzati intrattenimenti a livello mondiali, tanto su pc quanto su smartphone e tablet.

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