Social trends, misurare la popolarità nei social media

Si chiama Social Trends ed è un’applicazione implementata dall’Istituto di Informatica e Telematica di Pisa per misurare la popolarità di personaggi, partiti e testate giornalistiche all’interno dei social network.

Social TrendSocial Trend

Come misurare la popolarità di un personaggio pubblico, di un giornalista o di un partito politico? Ecco che ci pensa l’applicazione Social Trends, messa a punto dall’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa. Si tratta di una sorta di “auditel” dei social media che, oltre a misurare la popolarità di alcuni personaggi noti, giornalisti compresi,  tiene conto anche del gradimento di partiti politici piuttosto che di testate giornalistiche. Il tutto, chiaramente, rapportato ai social media.

Un misuratore di popolarità (numero di fan Facebook, followers di Twitter), dunque, in tempo reale che evidenzia come un personaggio che spopola in Facebook non sempre è altrettanto noto in altre piattaforme, come per esempio Twitter. E’ chiaro che tutto si basa su diversi fattori. La reputation online è figlia anche del frequente e buon utilizzo del mezzo oltre ad altri fattori più o meno importanti. Pertanto, se Beppe Grillo (ritenuto al momento in cui scrivo il politico più blasonato) è molto popolare in tutte le piattaforme prese in considerazione (Facebook, Twitter e YouTube) non è detto che il giornalista Roberto Saviano, popolare in Facebook (al primo posto mentre scrivo), possa replicare il successo anche in Twitter  (secondo posto) e in YouTube (terzo posto con distacco).

Social trends non è solo in versione italiana. Il CNR  di Pisa (è qui che risiede il NIC, ente preposto alla registrazione dei domini italiani) ha pensato ad andare oltre i confini. La misurazione di popolarità, infatti, è possibile anche per la Francia, Germania, Stati Uniti e Inghilterra

L’applicazione Social Trends è definita come altamente attendibile, dagli addetti ai lavori, grazie alla neutralità di chi l’ha ideata e diffusa (ente non commerciale). E’ gratuita e facilmente navigabile.  La classifica di default di social media è ferma alle prime 10 posizioni ma c’è modo di andare oltre la top ten grazie ad un menu a cascata dove poter scegliere il numero di risultati da mostrare fino ad un massimo di 47 e un minimo di 1.

Molto interessante è l’influenza del personaggio, partito politico o testate giornalistiche. Come si può notare, non sempre il personaggio più popolare è quello maggiormente influente così come, non sempre il personaggio di blasone è quello che ricorre a maggiore attività all’interno dei social media (altro fattore misurabile). Infatti, mentre Marco Travaglio è il giornalista più influente e con maggiore attività all’interno dei social, non è al primo posto della classifica giornalisti più popolari (Roberto Saviano).

A colpo d’occhio emerge come, per esempio, i giornalisti più popolari solo quelli che rispondono bene alle logiche della TV. In estrema sintesi, i giornalisti televisivi così come gli atleti degli sport più popolari e delle squadre a maggiore blasone, riversano la stessa popolarità anche nei social che appaiono più mezzi di riporto che di effettiva neutralità. Identica situazione per le testate giornalistiche, con poche interessanti eccezioni legate soprattutto ai personaggi ad esse collegate.

L’immaturità della Rete, influenzata ancora dalla televisione, potrebbe essere dovuta alla giovane età delle piattaforme sociali. Solo il tempo potrà svelarci dove si cela la verità e soprattutto se effettivamente la Rete, ed i social in particolare, rimarranno solo mezzi ad uso dei più dotati in popolarità fuori da Internet o se, effettivamente, come auspicato, si ritagli uno spazio importante tra i media, al di là degli altri mezzi di diffusione.

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