Iscrizioni di Facebook in calo e crescono le cancellazioni

Fase di calo per Facebook: nel corso degli ultimi mesi sono state riscontrate meno iscrizioni e, allo stesso tempo, più cancellazioni dal social network.

Facebook: cancellazioni in crescita e iscrizioni in caloFacebook: cancellazioni in crescita e iscrizioni in calo

Per mesi e mesi si è parlato di Facebook come di una realtà in costante crescita: i numeri impressionanti e il ritmo delle nuove iscrizioni hanno dato cibo quotidiano a questo grande “universo parallelo” della socialità.
Da qualche settimana, però, pare esserci stata un’inversione di rotta o – volendo minimizzare – quanto meno una frenata al trend costantemente positivo.
Solo qualche giorno fa qui su FullPress abbiamo parlato dello “sboom di Facebook“: gli italiani hanno manifestato meno interesse per il social network o per meglio dire hanno passato meno tempo sulla piattaforma 2.0.
La tendenza, stando a dati freschissimi in arrivo in queste ore da Inside Facebook Gold, non è solo italiana ma può essere estesa su scala mondiale: negli ultimi due mesi Facebook avrebbe visto una decrescita importante.
Se fino allo scorso marzo il portale blu poteva contare su circa 20 milioni di nuovi profili creati al mese, ad aprile qualcosa ha iniziato a incrinarsi: rispetto al trend, c’è stato un “ammanco” di 7 milioni di potenziali nuovi iscritti. Non è andata meglio neppure nel corso di maggio, quando le nuove leve sono state 11.800.000.
Stiamo parlando sempre e comunque di numeri ingenti, non c’è dubbio.
A corredo di questi dati, potremmo incrociarne altri, stavolta non sui potenziali iscritti ma sugli utenti reali e già all’interno di Facebook che, tuttaiva, hanno deciso di richiedere la cancellazione del proprio profilo: nel solo Canada unitamente agli Stati Uniti, si parla di circa 7 milioni e mezzo di disiscrizioni.
Un dato molto importante se si contestualizza nelle due realtà, zone in cui Facebook è un social network più che attestato: ciò dovrebbe suonare come un piccolo campanello d’allarme.
E’ ovvio che soli due mesi di calo non possono essere interpretati come la fine di Facebook o come lo scoccare delle campane funeste; c’è tuttavia da riflettere su quanto le questioni relative alla privacy su Facebook (costantemente in bilico sul social network) non abbiano portato alle cancellazioni.

AGGIORNAMENTO del 14 giugno 2011: in seguito alla pubblicazione dell’articolo, la redazione è stata contatta dall’ufficio stampa di Facebook in Italia per alcune precisazioni. Volentieri pubblichiamo una dichiarazione ufficiale rilasciata a FullPress: “Di tanto in tanto compaiono articoli in cui si sostiene che Facebook sta perdendo utenti in alcuni paesi o sta registrando una riduzione della crescita complessiva. Alcune di queste notizie usano dati estrapolati utilizzando il nostro strumento pubblicitario che fornisce soltanto una stima approssimativa del reach degli annunci pubblicitari e non è stato progettato per monitorare la crescita complessiva di Facebook. Riteniamo il nostro trend di crescita molto soddisfacente così come le modalità con cui le persone interagiscono con Facebook. Più del 50% dei nostri utenti attivi si collegano a Facebook ogni giorno“.

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