Google+, account cancellati: ecco i motivi ufficiali

Perchè alcuni account su Google+ sono stati chiusi e quindi sono inaccessibili? Google ha esplicitato il perchè ha congelato numerosi profili negli scorsi giorni.

Account cancellati su Google+Account cancellati su Google+

L’exploit di Google+ sin dal suo esordio è coinciso anche con un altro fenomeno: molti utenti, a partire dallo scorso weekend, hanno lamentato la cancellazione del proprio account Google+.
Impossibilitati a rientrare nel social network di Google e nelle sue ormai note cerchie, centinaia di persone non sono state più in grado di interagire con i propri contatti su Google+.
Come prevedibile, molte sono state le proteste, esplicitate via blog personali o tramite altri social network, ma arriva in queste ore una dichiarazione ufficiale da parte di Google, con la quale si vuol spiegare il perchè delle cancellazioni e le modalità corrette di gestione del proprio account Google Plus, da seguire per evitare di incorrere in nuovi problemi.
L’oggetto del contendere per Google è il nome degli iscritti: non solo di fatto tollerati nomi di fantasia, caratteri speciali, pseudonimi o nomi eccessivamente lunghi.
In pratica Google desidera creare un social network formata da tutte persone reali – per così dire – con nome riscontrabile.
Da qui la decisione di dedicare qualche giorno al processo di “pulizia” degli account ritenuti non veritieri, almeno per quanto concerne il nome.
Allo stesso tempo Google fa sapere di voler però migliorare il contatto con l’utente, decidendo di elaborare una mail di avviso di violazione più chiara, in modo che l’utilizzatore possa essere messo nella condizione di provvedere all’errore, prima della cancellazione repentina dell’account.
E’ pur vero che molte persone (o forse dovremmo dire personalità) del web si conoscono più per nickname che per nome e cognome; lo stesso si potrebbe notare in merito a cantanti, attori ecc…
Come gestire questo tipo di situazioni che, lungi dall’essere bufale o profili falsi, sono già in partenza ampiamente prevedibili?
Su questo Google dice di star lavorando, probabilmente decidendo di inserire uno o due campi nei quali poter indicare il proprio pseudonimo.
Davvero strana la situzione che si è andata a creare: se da un verso Google si è fatto paladino della privacy, permettendo ai propri iscritti di non specificare il proprio sesso, dall’altro verso impone loro di esplicitare chiaramente nome e cognome.
Una bega sulla quale certamente lo staff sarà già al lavoro, anche perchè – lo ricordiamo – Google+ è ancora in versione Beta, dunque tutto può ancora essere rivisto e corretto.
Si spera, però, che questa non debba essere la scusa ufficiale da parte dell’azienda per “sperimentare” troppo sugli account personali.

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