Le password più usate sono anche quelle più deboli

Malgrado i consigli e le raccomandazioni, il popolo della rete sembra sottovalutare la questione della vulnerabilità delle password online. Lo dimostra una ricerca che svela il codice più usato: incredibilmente è 123456.

A parlarne è la Imperva, società che si occupa di sicurezza informatica, che ha stilato una classifica delle password più usate negli Stati Uniti. L’occasione si è offerta quando qualche settimana fa sono finite liberamente in rete ben 32 milioni di password affidate a Rock You, società che fornisce soluzioni software per Facebook e altri social network. Una distrazione che ha portato a galla l’estrema facilità nel poter violare la gran parte degli account ma soprattutto, portando il discorso su scala più vasta, quanta pigrizia e poca fantasia ci sia nell’atto della scelta di una password valida.
Al primo posto, come si diceva, c’è la sequenza di numeri “123456”, per poi trovare “12345” e un più lungo “123456789”. Terminata la sfilza di numeri, si passa alle parole che tuttavia non mostrano maggior sicurezza e fantasia: dalla classica “password”, a “princess”, fino a “iloveyou” e “qwerty”, per terminare con “abc123”.
A nulla sembrano essere valsi i consigli di sicurezza regolarmente distribuiti da aziende informatiche, gestori di servizi online, associazioni di tutela del consumatore, tecnici di homebanking. Sembra proprio che quel che spinge gli utenti ad utilizzare password troppo deboli è una motivazione tanto banale quanto pericolosa: è la paura di dimenticare le credenziali d’accesso che porta a cercare password lapalissiane ma estremamente deboli.
Il timore che il proprio account, fosse anche quello bancario, possa essere violato passa dunque in secondo piano rispetto al timore di una dimenticanza. Lo sanno bene, però, anche i cybercriminali che – stando alla ricerca Imperva – possono facilmente rubare dati preziosi, senza troppa fatica.

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