Vodafone, Tim e Wind: class action in vista per aumenti tariffe

Class action in vista nei confronti di Vodafone, Wind e Tim: i clienti sono infuriati per l’aumento unilaterale dei prezzi.

Class action contro Vodafone, Tim e WindClass action contro Vodafone, Tim e Wind

In questi giorni su forum e social network si sta facendo un gran parlare delle ultime mosse dei più grandi gestori di telefonia in Italia.
Il motivo di tanto interesse è presto spiegato: Vodafone, Tim e Wind hanno deciso di rimodulare – al rialzo, naturalmente – molte tariffe, specie quelle applicate mensilmente per alcuni pacchetti.
A lamentarsi dell’aumento sono in special modo quei clienti che tempo fa hanno aderito a promozioni pubblicizzate come a prezzo bloccato “per sempre“, espressione variamente utilizzata non solo negli spot pubblicitari ma anche sui siti istituzionali degli operatori di telefonia.
Si è andata sin da subito a profilare dunque l’ipotesi di pratica commerciale scorretta e in effetti anche l’Antitrust è intervenuta.
Tutto ciò però non basta secondo le associazioni di consumatori e in particolare secondo Adiconsum che si prepara a lanciare la class action contro Vodafone, Tim e Wind.
Adiconsum chiede che le compagnie telefoniche provvedano almeno a trasformare i vecchi contratti, questa volta in positivo, offrendo, a parità di costi, servizi quantomeno simili, se non, possibilmente, più moderni” spiega Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum.

Le modifiche unilaterali dei contratti di telefonia mobile a danno dei consumatori si stanno moltiplicando soprattutto nelle ultime settimane; il comunicato stampa ufficiale di Adiconsum mette in luce che “Tim, Wind e Vodafone non mantengono quanto sottoscritto nei vecchi contratti, e le offerte a pacchetto con tariffe bloccate per sempre o per un determinato numero di anni vengono annullate senza neanche una comunicazione ai consumatori“.
Prima di avviare le pratiche per la class action, Giordano fa sapere che si sta ancora attendendo l’intervento dell’Agcom che fino ad ora non si è espressa in merito a questa situazione piuttosto generalizzata.
Nel caso non si dovesse ricevere alcun riscontro, l’associazione provvederebbe alla valutazione di avvio di una possibile azione risarcitoria collettiva.

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