Postemail a pagamento: la mail di Poste non sarà più gratis

Il servizio Postemail di Poste Italiane smetterà di essere gratuito: è stato annunciato il passaggio alla fruizione a pagamento.

Postemail diventa PostemailBox a pagamentoPostemail diventa PostemailBox a pagamento

Quelle che fino a qualche giorno fa sembravano essere solo voci di corridoio, sono diventate conferme: dal 31 marzo 2012 il servizio Postemail non sarà più gratuito ma diventerà a pagamento.
Tutti i possessori di un indirizzo mail “@poste.it” dovranno quindi provvedere a salvare mail e allegati, onde evitare di perdere tutto, nel caso non si desiderasse continuare a detenere la casella di posta elettronica sui server di Poste Italiane.
Che qualcosa bollisse in pentola lo si è capito nei giorni scorsi: il 12 settembre migliaia di utenti di Postemail hanno lamentato difficoltà di accesso alla casella personale.
Si è pensato ad un disagio momentaneo che, in realtà, è continuato per diversi giorni, finchè non si è capito che era in corso un totale aggiornamento del sistema, tramutatosi in “My Poste“, proprio nell’ottica del passaggio della modalità a pagamento.
La nuova casella dovrebbe avere anche funzionalità di PEC ma il suo costo annuo (12 euro) potrebbe ridursi per i clienti Bancoposta online e Bancoposta click: in questi ultimi casi, per i primi tre anni il servizio continuerà ad essere gratuito. Tutti gli altri utenti (non clienti di Poste Italiane quindi) dovranno invece pagare, se interessanti a continuare ad usare la casella @poste.it.
Ad ogni modo, allo stato attuale – e cioè dopo l’entrata in vigore di del nuovo “My Poste” – non è già più possibile inviare mail dalla casella di posta, nè ricevere alcunchè.
In pratica, è possibile ancora fare accesso e lo sarà fino al 31 marzo: in questo modo Poste Italiane sta dando tutto il tempo necessario di salvare ciò che può servire, utilizzando la funzione “esporta“.
Da parte degli utenti, fioccano lamentele per non aver informato preventivamente dei cambiamenti e per aver inserito un solo avviso – leggibile nella nuova “Bacheca” di “My Poste” – a cose già fatte.

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