Non basta essere presenti in rete…serve interattività

Quando si sceglie di portare la propria attività commerciale in Internet, si devono avere fin da subito le idee chiare. Sapere, cioè, se investire nella Rete oppure realizzare una semplice vetrina virtuale. In entrambi i casi si ha bisogno della realizzazione di un sito con differenze, però, sia dal punto di vista del contenuto e sia dell'interattività.

Essere presente in Rete, insomma, non significa avere un sito Web composto da poche pagine e per questo poter vantare una maggiore immagine dell’azienda. Questo ragionamento, che fino a poco tempo fa (parliamo di solo due anni fa) poteva anche trovare un giusto fondamento, oggi, con la rapida affermazione ed evoluzione dell’e-business, è del tutto superato.
Il Web deve essere considerato per un’azienda, non una solo vetrina ma una vera possibilità di vendita con l’ausilio di tecnologie e metodologie diverse. Per dirla in poche parole, non basta partecipare ma bisogna anche vincere. Avremo modo e tempo in questo spazio di sviluppare diversi argomenti legati al mondo dell’e-commerce, ma prima di tutto dobbiamo fissare subito i primi paletti. La realizzazione di un negozio o di un’attività di vendita online deve essere complementare al commercio tradizionale ma, allo stesso tempo, bisogna utilizzare dei canali promozionali completamente diversi. Vi sono attività che nascono, però, solo per il Web (e se vogliamo anche con il Web) e che devono usare dei criteri interamente mirati alla vendita via Internet. Uno di questi metodi, giusto per fare un esempio, è la modalità di pagamento. Se nella vendita ttradizionale, almeno nel nostro Paese, ancora la carta di credito non ha rimpiazzato il metodo cash (contanti),nella vendita via Internet, invece, è la modalità di pagamento più usata. Un’altra differenza è data dal contenuto. E’ impensabile che in Rete possa essere trasferito interamente il catalogo cartaceo e, allo stesso luogo, il catalogo virtuale deve possedere alcuni requisiti indispensabili, fra i quali l’aggiornamento continuo, la trasparenza dei prezzi (anche in Euro), la descrizione dettagliata del prodotto, la modalità di pagamento, le spese e le modalità di trasporto. E poi, da non trascurare, la semplicità di ricerca del prodotto. Uno sviluppo del sito commerciale basato su questi presupposti genera un valore aggiunto all’azienda rispetto alle altre del settore. E di questo se ne sono accorti anche alcune imprese del settore commerciale che rapidamente sono passate, da un sito puramente di “vetrina” ad un sito interattivo. E quanto sia importante l’interattività per l’utenza che vive in Internet (e che oltre a chattare, scambiarsi messaggi, etc. effettua anche degli acquisti) è dimostrato anche da alcune stime. La Forrester Research (http://www.forrester.com), ad esempio, ha evidenziato come l’introduzione della possibilità del lettore di poter esprimere la propria opinione in merito all’argomento trattato da un articolo di un magazine online d’oltreoceano, creando in questo modo una forma interattiva (con l’ausilio di un modulo appositamente realizzato), ha fatto lievitare il numero dei lettori in forma smisurata.
Il magazine è passato da poco più di un migliaio di lettori a oltre quarantamila. Tutto questo ha fatto rapidamente crescere altre forme interattive al tanto punto che un sito se si presenta al lettore in forma totalmente statica non ha motivo di essere visitato una seconda volta. Ed è ciò che accade anche nei siti del commercio elettronico dove, ed è il caso di Direct.it (http://www.direct.it) noto per la vendita di prodotti informatici online, senza indugio si invitano i clienti, che hanno trovato altrove dei prezzi più bassi di quelli presenti in questo sito, di mostrarne la prova (insomma di indicare chi offre di meno). In questo caso Direct effettuerà la vendita alle stesse condizioni.
Questa di Direct sicuramente è una regola vincente e, una formula, che va al di là dei canoni consueti, rendendo il cliente protagonista dell’acquisto.

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