Hummingbird, nuovo algoritmo di Google: come funziona il Colibrì?

Da un mese circa Google ha iniziato ad introdurre Hummingbird (Colibrì), il suo nuovo algoritmo.

Google, al via l'algoritmo Colibrì - HummingbirdGoogle, al via l'algoritmo Colibrì - Hummingbird

Si chiama Hummingbird ed è il nuovo algoritmo di Google, destinato a far molto parlare la community dei webmaster ma soprattutto dei fornitori di contenuti.
HummingbirdColibrì in italiano – viene annunciato ufficialmente nella giornata in cui Google festeggia il suo 15esimo compleanno, sebbene si sia appreso che la sua graduale introduzione – almeno per i siti di lingua inglese – sia già avvenuta nel corso dell’ultimo mese.
Tuttavia la sua azione non è stata ancora così prorompente da aver indotto significativi cambiamenti alla restituzione dei risultati di ricerca, dunque ben pochi hanno avuto modo di verificarne effettivamente la rilevanza ed il comportamento.
Come dovrebbe dunque funzionare l’algoritmo Hummingbird?
Basandosi sempre più sulla semantica, Hummingbird può restituire risposte dirette a domande anche lunghe e più complesse.
Non saranno più quindi le “semplici” keyword a generare una risposta ma l’intera frase digitata.
Google tenderà a fornire una risposta diretta andando a rastrellare le informazioni all’interno dei siti ben indicizzati in SERP; ciò sembrerebbe voler dire, però, andare di fatto a sottrarre accessi proprio ai siti stessi.
La risposta infatti non sarà costituita dall’elenco dei risultati con la lista dei primi dieci siti meglio posizionati, come è avvenuto fino ad oggi.
Oggi, con l’azione di Hummingbird, tenderà invece a suggerire direttamente la risposta, immediatamente e senza inoltro ai siti in cui si parla del determinato argomento. Non almeno nella parte alta della pagina, quella in cui gli utenti solitamente si soffermano.
Spesso la risposta è fornita utilizzando i meccanismi e le comparazioni di Google Knowledge Graph.
Sembrerebbe che l’intento sia quello di rendere sempre più diretta l’interazione tra utente e Google, senza “intermediazione”.
Eppure Google, senza i siti di contenuti, non avrebbe alcuna informazione da proporre agli internauti.

E’ forse questa una mossa studiata per generare maggiori introiti pubblicitari per Google da parte di siti che desiderano comparire tra le opzioni suggerite?
Che senso avrebbe continuare a produrre contenuti originali e di qualità se il motore di ricerca non fosse più “disponibile” a visualizzarli ma piuttosto andrebbe a proporli in maniera autonoma e diretta?
Domande spontanee che al momento restano senza risposta: Hummingbird è ancora un algoritmo tutto da studiare, per adesso in azione sui siti di lingua inglese, ma il suo esordio sembrerebbe piuttosto forte e pesante per le sorti di molti siti.
Probabilmente un cambiamento del genere è avvenuto soltanto in un’altra occasione: con l’avvento dell’algoritmo Caffeine.
Neppure Panda e Penguin hanno avuto tanto effetto sulle SERP quanto invece Caffeine e probabilmente Hummingbird – Colibrì.

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