Aruba risarcisce i clienti danneggatti dall'incendio di aprile

Dopo l’incendio della web farm di Arezzo, arrivano le scuse della corporate. Aruba ha fatto sapere, via email, di risarcire i clienti danneggiati. L’operazione consta in proroghe di contratto dei server dedicati, omaggi e buoni sconto.

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Dopo le scuse formali sono arrivate quelle in pecunia. Aruba ha comunicato via email di voler risarcire i clienti danneggiati dall’incendio che ha interessato la web farm di Arezzo. Il 29 aprile del 2011, mentre la storia annotava il fastoso matrimonio reale tra il principe inglese William e la sua fidanzata storica Kate, in Italia molti siti sono  risultati irraggiungibili. L’incendio che ha interessato la sala degli UPS di Aruba, ha mandato in allarme l’intera struttura e ha tolto l’erogazione di corrente ai server della web farm.

Alle scuse ufficiali di Aruba, arrivate con un comunicato stampa, sono arrivate quelle ufficiali inviate ai clienti. Preceduto da una mail che informava la volontà di Aruba di risarcire l’incidente, è seguito l’annuncio ufficiale (sempre via email) con la proroga della scadenza dei server dedicati di 15 giorni, attivazione di servizi mail business, buoni sconto per acquisto di prodotti Fotoaruba, ed altro ancora a seconda dei pacchetti acquistati dai clienti.

L’iniziativa di Aruba è stata lodata da più parti. In questo modo ha evitato una Class Action ventilata dalla Codacons (associazione dei consumatori) nelle prime ore dell’incidente. Per la verità, come spesso accade, appena i siti sono ritornati raggiungibili (tempo oscillante dalle 8 fino alle 13 ore) molti hanno dimenticato la “giornata di passione”. C’è da sottolineare che un blackout di un sito per tante ore è un danno notevole per chi ha riposto il proprio business sul web. Non incassare denaro dalla pubblicità per l’intera giornata, subire “minacce” seppure passive dai motori di ricerca che al passaggio trovano il sito irraggiungibile per diverse ore, non poter erogare servizi acquistati sul sito dai propri clienti e altro ancora, sono danni in pecunia ma soprattutto di immagine.

Ed è anche a quest’ultimo aspetto (immagine) che Aruba avrà pensato, mettendo in piedi un’iniziativa che non solo è stata lodata da tutti (clienti, associazioni di consumatori, media, etc.) ma restituisce alla corporate di Arezzo un aspetto molto più positivo di quello prospettato.

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