Aruba, la server farm va a fuoco e il web italiano affonda

La web farm di Aruba è interessata da un principio di incendio e tanti siti italiani vengono oscurati. Il ripristino della situazione è molto lenta e richiede tante ore. Il web italiano si interroga sui danni e sulla sicurezza.

Aruba, incendio della WebfarmAruba, incendio della Webfarm

Dalle prime ore di oggi, 29 aprile, moltissimi siti italiani sono risultati irraggiungibili, compresi tutti quelli di FullPress Agency (FullPress FullTravel FullSong FullTel) che sono tornati raggiungibili solo alle ore 17.07 dalle 4.42 di questa notte.

Chi gestisce uno o più siti sa quali sono i primi controlli da effettuare quando un sito non si apre. Accertato che il problema non è la propria connettività poiché alcuni siti si aprono, il secondo controllo consta nell’invio di un ping verso il server dove risiedono i domini. La mancanza di risposta del server ha fatto subito pensare ad un problema nella web farm che, nel caso specifico, è quella di Aruba.

Quale migliore soluzione di aprire un ticket sul sito di Aruba, gestore del servizio? Ed ecco la prima sorpresa. Anche il sito di Aruba è risultato irraggiungibile. Allora, l’extrema ratio ha suggerito di chiamare il numero messo a disposizione da Aruba ai noleggiatori di server dedicati. Il tututu ripetuto, dopo la formulazione del numero, ha chiarito subito l’idea. Non c’è verso di contattare Aruba. E allora? Tra la delusione e l’arrabbiatura ecco che appare la soluzione Google.

Che cosa c’entra Google con Aruba? Assolutamente niente, eppure digitando la parola di ricerca “Aruba” nel motore di ricerca che non conosce la parola “down”, ecco comparire i risultati in tempo reale. Grazie a Twitter e a Google ho scoperto che la web farm di Aruba ha subito un principio di incendio e che il sistema di sicurezza della web farm ha “tolto l’energia elettrica” dell’intera web farm. L’informazione è arrivata direttamente da Aruba che ha utilizzato Twitter per informare gli ignari e arrabbiati gestori di siti. Peccato che l’informazione unilaterale ha prodotto appena 9 tweet (mentre i follower si sono moltiplicati con il passare dei minuti), pochi per chi ha messo nella mani di Aruba le sorti e il business della propria azienda.

E adesso chi risarcirà gli ingenti danni delle aziende italiane che per oltre dodici ore, mentre una parte d’Europa si apprestava a seguire le nozze dell’anno tra i monarchici britannici William e Kate (in pieno stile Grande Fratello che, purtroppo, ha fatto scuola), non hanno potuto introitare quello che per molti è il “pane quotidiano”? Vediamo cosa farà Aruba, se riuscirà ad andare, una volta tanto, oltre le scuse ufficiali che pure sono importanti ma che non rappresentano né il pane e neppure il companatico.

Intanto la Codacons si è messa a disposizione per intentare una Class Action a tutela di quanti hanno subito danno dal blackout.

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