Apple Music disattivato da metà degli utenti, secondo MusicWatch

Circa la metà degli iscritti ad Apple Music avrebbe già disattivato il servizio: la rivelazione arriva dagli esiti di uno studio rwalizzato da MusicWatch negli Stati Uniti.

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Il nuovo servizio Apple Music non starebbe riuscendo a far breccia nei cuori dei suoi utilizzatori. Questa, in estrema sintesi, potrebbe essere la conclusione da tirare sulla base di uno studio effettuato da MusicWatch negli Stati Uniti.
Si è infatti condotto un sondaggio su un campione di 5 mila persone statunitensi, iscritte ad Apple Music.
Secondo quanto dichiarato dagli utenti interpellati, infatti, circa la metà di essi – per la precisione il 48% – avrebbe già provveduto a disattivare il servizio di streaming musicale fornito da Apple.
La disattivazione sarebbe avvenuta entro il termine del periodo di prova gratuito offerto da Apple, per evitare di pagare l’abbonamento previsto per poter continuare ad utilizzare Apple Music. Si ricorda infatti che il periodo di prova concesso per tutti scadrà il prossimo 30 settembre ma, sempre stando ai risultati della ricerca divulgati dallo staff MusicWatch – quasi la metà degli utenti avrebbe deciso di non attendere fino a quella data, andando già a porre fine all’esperienza.
Lo stesso sondaggio mette però in luce un aspetto interessante e favorevole all’azienda di Cupertino: il 64% di chi sta attualmente ancora utilizzando Apple Music si dice soddisfatto e dunque incentivato a continuare ad usare la piattaforma anche in futuro.
Un buon risultato, considerando – più in generale – che il 40 % degli utenti iOS sono abituati ad acquistare singoli, album e contenuti multimediali a pagamento su iTunes.
Considerando dunque questi numeri, è ipotizzabile un mercato comunque soddisfacente per il nuovo progetto Apple Music.
Russ Crupnick, managing partner di MusicWatch, nell’illustrare i dati ha proposto una sua interpretazione del fenomeno di disattivazione percorso dagli utenti Apple Music.
Non sarebbe il servizio in sè a deludere o a non avere del potenziale; l’ipotesi è che la Apple sia arrivata in un momento in cui servizi del genere erano – e sono – già egregiamente proposti da altri attori.

Su tutti, basti pensare a Spotify che ha decisamente rivoluzionato questo settore, andando a ritagliarsi un ruolo assolutamente primario nel mercato mondiale.
Da Apple, al momento in cui si scrive, non sono arrivate dichiarazioni in merito ai numeri e agli esiti di questo studio realizzato da MusicWatch: non ci sono smentite ufficiali nè ammissioni.
Probabilmente le prime somme potranno essere tirate solo dopo il 30 settembre, al termine del periodo di prova gratuito regalato dalla Apple agli iscritti.

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