WALDIO: sistema per aumentare la durata della batteria

Il problema di far durare di più la batteria dello smartphone potrebbe vedere una risoluzione con WALDIO.

Problema batteria scaricaProblema batteria scarica

Uno dei problemi più sentiti e ancora oggi irrisolti nell’utilizzo quotidiano degli smartphone è la durata della batteria.
Sembra infatti quasi impossibile prolungare l’autonomia del proprio device specialmente se lo si usa abbastanza attivamente e dunque per non molto tempo in modalità “Stand-by”.
Pur ricorrendo ai più classici dei consigli per risparmiare batteria – dal diminuire la luminosità dello schermo al disabilitare la ricerca di reti Wi-fi o di connessione dati – ci si ritrova molto spesso con lo smartphone scarico e nessuna possibilità di poter effettuare un ciclo di ricarica.
Non a caso pullulano ovunque le “batterie di riserva” o “power bank”, accessori extra da collegare al terminale per avere un po’ di agognata autonomia.
Senza contare il fatto che il continuo ricorrere a ricariche anche parziali deteriora più velocemente la batteria stessa.
Giunge oggi una notizia interessante, direttamente dalla Hanyang University, ateneo situato in Corea del Sud. Si sta infatti mettendo a punto un sistema chiamato WALDIO (Write Ahead Logging Direct IO) che permetterebbe di far durare la batteria il 40% in più rispetto alla media attuale.
Stando a quanto affermano i ricercatori impegnati sul progetto WALDIO, le operazioni di lettura e di scrittura che facciamo compiere ai nostri device andrebbero a deteriorare le memorie e a peggiorare le prestazioni generali.
Il fine dello staff al lavoro è dunque quello di ridurre al minimo le suddette operazioni – compresa quella di riscrittura di nuovi dati su “spazi” precedentemente utilizzati per file poi cancellati – potendo così ottenere una maggior durata della batteria e al tempo stesso prestazioni migliorate del 20% del processore, relativamente alla velocità di funzionamento.

Il principio potrebbe ad ogni modo essere applicato in maniera più estesa e generale, andando a ricadere sul funzionamento stesso del sistema di scrittura e gestione dei dati che finiscono sugli hard disk, quindi i risvolti potrebbero da qui a poco diventare ben più ampi, non solo relativi a smartphone e tablet.
Tuttavia, al momento in cui si scrive non è possibile sapere se, come e quando lo studio della Hanyang University potrà trovare effettivi sbocchi commerciali e dunque reale applicazione quotidiana. Non si sa se questo strumento potrà essere utilizzato dalle aziende produttrici di device o se resterà soltanto uno studio accademico.

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