Intervista a Giuseppe Luchesa, Direttore Generale di Psion Teklogix Italia, per conoscere da vicino il mercato RFID

Giuseppe Luchesa, 41 anni, nato a Milano il 17 luglio del 1965, dal marzo del 2004 è Country Manager e Direttore Generale di Psion Teklogix Italia, fornitore globale di soluzioni per il mobile computing e la raccolta di dati wireless. Luchesa inizia la sua carriera professionale nel 1987 presso la General Electric Information Services (G.E.I.S.), nel dipartimento di Marketing Operativo, come supporto pre e post vendita di alcuni prodotti software per la realizzazione di soluzioni di data communication e network a valore aggiunto. Nel 1989 si sposta in Symbol Technologies, per dedicarsi all’integrazione dei sistemi batch di data collection con i sistemi host/server e conseguenti applicazioni. In questo periodo nascono i primi sistemi di comunicazione radiofrequenza e Luchesa si interessa subito attivamente dell’integrazione fra questa tecnologia e le piattaforme host/server. Nel giugno del 1996 ha inizio l’esperienza di Luchesa presso Teklogix, con responsabilità tecnico/commerciali di progettazione delle soluzioni e supporto allo sviluppo del mercato. Nel 1998, con l’ampliamento della struttura italiana, oltre alle precedenti mansioni, inizia ad organizzare la struttura pre e post vendita in qualità di responsabile, riportando direttamente al Country Manager. Grazie al suo lavoro, Teklogix incontra un brillante sviluppo in termini di quote di mercato. Nel luglio del 2000, Teklogix si fonde con Psion e, di conseguenza, la struttura diretta da Luchesa, oltre a fornire i servizi necessari alla commercializzazione dei prodotti e le soluzioni nell’ambito del territorio italiano, si riorganizza per erogare gli stessi servizi anche per la nuova zona assegnata, cioè la South Europe Region. Il compito di Luchesa è ora quello di coordinare le attività tecniche e di promozione commerciale nel territorio di competenza assegnatogli. Nel marzo 2004, assume la carica di Direttore Generale di Psion Teklogix Italia, che attualmente ricopre. Giuseppe Luchesa vive ad Abbiategrasso. Quando non lavora, ama trascorrere il suo tempo libero in viaggio e giocando a golf.

Cosa si intende per RFID? E’ una tecnologia di Identificazione a mezzo radio frequenze, senza contatto visivo e fisico, che permette – a differenza del classico codice a barre – un’identificazione univoca del prodotto. Inoltre, l’RFID consente di raccogliere nel tag un maggior numero di dati sul prodotto, rispetto al bar code, il che può rivelarsi utile in molti settori merceologici, e davvero vitale in alcuni in particolare (come l’agroalimentare o il farmaceutico), nei quali il poter monitorare ogni fase di lavorazione, trasporto e stoccaggio di un prodotto fino alla sua commercializzazione all’utente finale è fondamentale ai fini della tutela di quest’ultimo. Come si presenta il mercato italiano del RFID e quali sono le prospettive? L’RFID in Italia è ancora un grande mercato potenziale, caratterizzato da un grande interesse da parte delle aziende e da molte opportunità da sfruttare. Queste prospettive si stanno realizzando in alcuni mercati, come quello dell’asset management (ossia la gestione dei cespiti, come ha fatto ad es. il Ministero Affari Esteri con il suo cospicuo parco di apparecchi telefonici), oppure quello del controllo della filiera alimentare. Mentre per altri, come ad es. quelli della logistica, le normative vigenti nel nostro Paese non consentono ancora un pieno sviluppo di tale applicazione: infatti le frequenze UHF necessarie per una lettura a distanza del tag in Italia sono in concessione al Ministero della Difesa che le impiega per scopi militari e svincolarle da questa destinazione è un processo che, purtroppo, avanza alla velocità della burocrazia e non a quella del business. Che rapporto hanno le imprese italiane con il RFID? Le imprese mostrano grande interesse verso la tecnologia, anche se occorre ancora sviluppare la cultura in materia: talvolta riceviamo richieste di applicazioni difficili da realizzare, a causa dei ridotti budget destinati all’implementazione, oppure anche a causa delle difficoltà normative cui accennavamo sopra. Qual è la vision di Psion? Psion Teklogix crede fortemente in questa nuova tecnologia e nel suo potenziale commerciale: per questo motivo s’impegna a creare cultura nel mondo aziendale, anche attraverso le relazioni coi media, gli eventi rivolti al mercato (come quello di merc. 21 u.s. al Centro Svizzero di Milano sul voice picking, ad es.) e così via. Investiamo costantemente negli sviluppi della tecnologia e dei prodotti, tramite i nostri laboratori di ricerca di Aix en Provence in Francia e di Bracknell in GB, inoltre collaboriamo attivamente con l’RFID Lab dell’Università La Sapienza di Roma e con l’Osservatorio sul Mobile Business del Politecnico di Milano. Qual è il vostro cliente tipo ? Essenzialmente si tratta di clienti industriali, dei settori merceologici più diversi, poli logistici e, in prospettiva, porti (ad es., in questo campo è già operativo un progetto per la Reefer Terminal, nel porto di Vado Ligure presso Savona, per il tracciamento dei prodotto ortofrutticoli freschi), negli interporti, negli aeroporti e così via. E’ già stato evidenziato, infatti, che in futuro il tag RFID potrebbe contenere tutte le informazioni individuali di un documento di passaporto, leggibili tramite dispositivi biometrici. Quali sono i vostri competitor? Il nostro maggior competitor nell’RFID è attualmente Datalogic. Cosa offre in più RFID rispetto ai competitor presenti in Italia, perché preferirvi? Psion Teklogix, rispetto alla concorrenza, offre una più ampia gamma di prodotti per tutte le frequenze, un approccio con attività progettuale per l’analisi della soluzione necessaria per il cliente e la relativa implementazione; infatti, ad oggi la RFID non è ancora una tecnologia cosiddetta “plug & play”, occorre customizzarla in base alle esigenze e al settore merceologico di riferimento: va da sé che le informazioni necessarie ad un cliente come CGT per tracciare i movimenti delle escavatrici Caterpillar noleggiate ai cantieri di tutt’Italia non sono le stesse di cui necessita per es. Astra Zeneca per i propri prodotti farmaceutici! Com’è andato l’ultimo anno e quali sono i vostri gli obiettivi futuri? Da un punto di vista di fatturato, l’RFID incide ancora in misura minoritaria sul volume d’affari globale di Psion Teklogix – rispetto alla componente di strumenti per il mobile computing – tuttavia mostra un tasso di sviluppo del tutto interessante, tipico di una nuova tecnologia nella fase introduttiva del ciclo di vita. L’azienda sta investendo con decisione in questa direzione e, se verranno presto risolti i problemi normativi sull’impiego delle frequenze, siamo certi che anche in Italia l’RFID potrà raggiungere la penetrazione che ha conseguito in altri mercati, come ad es. quello statunitense.

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