Intervista a Andrea Delvo', Vice Presidente e Direttore Generale di MicroStrategy, per capire cos'è la Business Intelligence

Andrea Delvò, 42 anni, laurea in Scienze dell’Informazione, guida con successo, fin dalla sua inaugurazione nel 1998, la filiale italiana di MicroStrategy della quale ricopre ora le cariche di Vice Presidente e Direttore Generale. Delvò ha maturato una solida esperienza nel settore IT, dapprima in Mate, successivamente in ESA Software. Nel 1992 approda in Oracle in qualità di Account Manager, con la responsabilità di costruire lo start-up del canale OEM, di cui rimane poi Responsabile fino al 1994. Prima di entrare in MicroStrategy, ha lavorato in Informix con la carica di Direttore Commerciale.

Cosa si intende per Business Intelligence (BI)? Una BI efficace è definita da un ciclo continuo di tre distinte attività: – Monitoraggio: valutazione degli indicatori per informare e allertare gli utenti sugli sviluppi del business e sulle azioni da intraprendere – Reporting: produzione di informazioni dettagliate sulle prestazioni attuali e storiche, per fornire agli utenti un quadro aziendale completo – Analisi: presentazione di visioni del business da diversi punti di vista, per indicare ai responsabili delle decisioni le cause dei problemi e le potenziali opportunità, oppure per prevedere i risultati futuri. Come si presenta il mercato italiano della BI e quali sono le prospettive? Il mercato italiano presenta ancora interessanti margini di crescita. Molte delle grandi aziende hanno sperimentato diverse soluzioni di Business Intelligence e stanno considerando l’opportunità di standardizzare tutte le applicazioni su di un’unica piattaforma. Il principale driver di tale processo è rappresentato dai costi di gestione di soluzioni/fornitori differenti. Le medie aziende, struttura portante della nostra economia, preferiscono affidarsi ad un partner locale ed in questo MicroStrategy ha effettuato una scelta precisa: non sviluppare applicazioni. Tale scelta ci ha posizionati in un ruolo complementare con gli sviluppatori italiani di applicazioni di BI. Un capitolo a sé merita la PA. Gli ultimi due anni hanno registrato casi di eccellenza. Per tutti, vorrei menzionare il “super cruscotto” realizzato da Consip per la Ragioneria Generale dello Stato e le applicazioni sviluppate dalla Regione Sardegna e Puglia per il monitoraggio della spesa sanitaria. Che rapporto hanno le imprese italiane con la BI? Una ricerca condotta dalla SDA Bocconi nel 2005 su un campione di aziende di dimensioni medie e grandi, ha evidenziato come i sistemi di Business Intelligence risultino essere molto presenti all’interno delle aziende. Infatti, fatta eccezione per pochi casi, essi trovano applicazione in almeno quattro funzioni aziendali e nel 30% delle aziende intervistate sono utilizzati in tutti gli ambiti e funzioni aziendali. La stessa ricerca, guidata da Paolo Pasini, ci dice che “la distribuzione degli utenti nelle diverse funzionalità di BI vede l’assoluta predominanza del reporting; un numero medio di utenti paragonabile a quelli del reporting è coinvolto nell’utilizzo di strumenti di analisi OLAP e di interrogazione e query; un numero medio minore di utenti utilizza strumenti specifici e altamente focalizzati, quali analytic applications, strumenti di modellizzazione e simulazione e data mining. Un dato medio di poco superiore riguarda invece gli utenti di strumenti di cruscottistica e scorecarding, corrispondenti nelle diverse aziende alle posizioni dirigenziali cui sono destinate forme informative di estrema sintesi.” Qual è la vision di MicroStrategy? Nell’ultimo decennio la maggior parte delle aziende ha utilizzato le applicazioni di BI come soluzioni dipartimentali, accumulando di conseguenza una grande varietà di tecnologie di BI diverse. Ogni tecnologia supportava una diversa popolazione di utenti e un database, all’interno di una “isola di BI” ben delimitata. Inizialmente queste isole soddisfacevano le necessità del business, ma il precoce successo delle strutture dipartimentali ha generato nuovi problemi legati alla crescita delle applicazioni. Questa si può definire la prima era della BI. Nella seconda era le applicazioni di successo si espandono sempre. La seconda era è, infatti, contraddistinta da applicazioni BI che si sono ampliate al punto da non restare più isole lontane. Al contrario, si sovrappongono nelle popolazioni di utenti, nell’accesso ai dati e nel dominio analitico. La situazione diventa insostenibile per i CIO. L’azienda è di fronte a versioni conflittuali della verità. Gli utenti, la cui popolazione è in crescita, sono decisamente scontenti di dover utilizzare più strumenti di BI diversi. Le applicazioni di BI dipartimentali si scontrano con i limiti di scalabilità. Il CIO combatte contro un peso sempre più grande in termini di manutenzione per sincronizzare tutti questi sistemi diversi. La nuova era, la terza, della Business Intelligence è quella in cui una singola architettura di BI offre un’unica versione della verità a tutti i dipendenti attraverso un’unica interfaccia utente. Può accedere a tutti i dati, amministrare tutti gli utenti in modo uniforme, eliminare gli accessi ripetitivi ai dati, ridurre l’impegno amministrativo e ridurre il tempo di consegna delle nuove applicazioni. Una tale architettura di BI deve mostrare tre caratteristiche principali per interpretare questo nuovo ruolo. Prima di tutto deve essere un’architettura veramente integrata per ottenere economie di scala. In secondo luogo, deve offrire la gamma completa della funzionalità di BI attualmente offerta da una miriade di prodotti diversi, in modo da poterli sostituire adeguatamente. E, infine, deve essere robusta e scalabile, in modo che le aziende possano con fiducia utilizzare le applicazioni in tutta l’impresa e su scala corporate. L’architettura MicroStrategy offre tutti e 5 gli stili della BI, mentre altre tecnologie forniscono solo uno o due stili. L’architettura MicroStrategy opera a livello corporate, ed è in grado di supportare migliaia di utenti con un’efficienza persino superiore rispetto all’eventualità di supportarne centinaia. MicroStrategy è stato progettato per operare, senza il minimo sforzo, con prestazioni sicure 24 ore al giorno per 7 giorni su 7, anche su scala mondiale se necessario. Quali sono i vostri competitor? I nostri competitor “naturali” sono quelli che, come MicroStrategy, giocano il ruolo di pure player nel mercato della BI: Business Objects, Cognos e Hyperion. Cosa offre in più MicroStrategy rispetto ai competitor presenti in Italia, perché preferirvi? I vantaggi di MicroStrategy nascono dagli investimenti in ricerca e sviluppo e, anche quest’anno, trovano riscontro nel giudizio degli utenti raccolti da The OLAP Survey 5. The OLAP Survey è il sondaggio più completo e indipendente nell’ambito del mercato della Business Intelligence ed è condotto ogni anno da Survey.com (http://www.survey.com/olap) e dall’analista di settore Nigel Pendse. Questa è la quinta edizione di OLAP Survey e senza dubbio è quella di maggior respiro, con le esperienze concrete di BI di 2.100 clienti, appartenenti a 95 paesi e a 31 diversi settori di mercato. Vi sono, fra i tanti, tre indicatori fondamentali; tre indicatori che ripercorrono la strada dell’utilizzo di un prodotto di business intelligence: il processo di scelta, il supporto post-vendita, l’indice di fedeltà. OLAP Survey 5 ha preso in esame la quantità di clienti che acquistano un prodotto dopo una valutazione comparativa. I tre criteri principali che portano a scegliere un prodotto sono: funzionalità, facilità d’uso e performance. I dati di OLAP Survey 5 hanno indicato che il 60% delle aziende che ha valutato MicroStrategy lo ha acquistato. Al contrario, la percentuale di scelta di Business Objects OLAP Intelligence si è ridotta bruscamente dal 46,6% del 2004 a solo il 31,1 % del 2005. Questa riduzione può essere una conseguenza dell’acquisizione di Crystal Decisions e dello sforzo significativo richiesto per integrare le linee di prodotti Business Objects e Crystal. OLAP Survey 5 ha riscontrato anche grandi differenze nella qualità e nella tempestività del supporto ai prodotti da parte dei fornitori. Il supporto ai prodotti MicroStrategy è stato valutato “Eccellente” più spesso rispetto ad altri dei concorrenti diretti. Per tre anni di seguito, i clienti di Business Objects sono stati, invece, i meno soddisfatti della qualità del supporto ricevuto. MicroStrategy ritiene che il generale livello basso nella valutazione della qualità del supporto ai prodotti di Business Objects possa derivare dalla strategia di acquisizione piuttosto che di svi
luppo di soluzioni ETL e di reportistica. Inevitabile conseguenza è il fatto che, per il secondo anno consecutivo, MicroStrategy ha ottenuto la più alta fidelizzazione del cliente rispetto a qualsiasi altro fornitore di BI presente nel sondaggio. L’OLAP Survey indica come il punteggio complessivo di fidelizzazione del cliente di MicroStrategy, pari a 81,1, sia maggiore di quello di Business Objects, pari a 51,3, all’ottavo posto nel sondaggio. Nigel Pendse, autore di OLAP Survey 5 ha infatti affermato che “I risultati confermano che noti fornitori, che perseguivano una strategia di crescita basata su acquisizioni rivolte a coprire l’intero ambito della BI, hanno raggiunto una scarsa fidelizzazione del cliente; mentre MicroStrategy, che si è concentrata su una singola architettura di prodotto ed è cresciuto in maniera organica è arrivato al primo posto per il secondo anno consecutivo.” Com’è andato l’ultimo anno e quali sono i vostri gli obiettivi futuri? Il fatturato italiano nel 2005, rispetto al 2005, è cresciuto di oltre il 15% passando da 9 a 10,4 milioni di euro. Crescita in linea con quella della corporation che è stata del 16%. MicroStrategy ha raggiunto, inoltre, una notevole efficienza finanziaria ed operativa su tutte le linee di business con un margine operativo che per l’esercizio 2005 è stato del 35% e che nell’ultimo trimestre ha raggiunto il 38%”. Gli obiettivi sono di crescita del market share.

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