iCloud di Apple: presentata la nuvola della mela, con qualche polemica

iCloud di Apple è il servizio sulla “nuvola” della mela di Cupertino, ufficialmente presentato durante la WWDC (Worldwide Developers Conference). La soluzione proposta da Apple per caricare la propria musica sulla nuvola, però, non piace a tutti e alza polemiche, scopriamo il perchè.

iCloud di Apple, tutto sulla nuvolaiCloud di Apple, tutto sulla nuvola

Come preannunciato negli scorsi giorni, arriva l’ufficialità circa il nuovo servizio Apple chiamato iCloud. La musica, file vari e tutti i documenti volano sulla nuvola di dati, permettendo di caricare e di avere sempre a disposizione tutte le proprie playlist preferite. Interessante anche perchè, nel momento in cui si apporta qualche modifica ad uno dei dispositivi, anche tutti gli altri – purchè già abbinati al proprio account – automaticamente verranno aggiornati.
Fin qui – si potrebbe obiettare – non sembrerebbe nulla di estremamente diverso rispetto ai più classici servizi di cloud computing già esistenti; una differenza però c’è ed è nel prezzo del servizio riferito alla musica.
Ebbene sì, per caricare tutta ma proprio tutta la propria collezione discografica su iCloud è previsto il pagamento di una certa cifra, nell’ordine di 24,99 dollari all’anno. Così, si potranno avere a disposizione pezzi e album scaricati su iTunes ma anche il personale bottino che magari ora risiede sul pc.
Da più parti sul web si grida allo scandalo, ribattezzando già il pagamento di questa cifra con le parole “condono” e “amnistia“, visto che in tal modo si potranno portare sulla nuvola anche album scaricati fuori da iTunes, persino quelli ottenuti in maniera illegale.
Una trovata che andrebbe in qualche modo a compensare la piaga della pirateria? E come la mettiamo con tutti quei brani che si posseggono in mp3, dopo averli passati sul pc direttamente dal cd originale regolarmente acquistato?
Un dilemma del quale forse non si è tenuto conto ma che andrebbe a gravare su chi ama ancora acquistare i formati fisici di nuovi album, piuttosto che “freddi” mp3 via iTunes o via qualsiasi altro store online.
Tornano alle caratteristiche di iCloud, dove risiederanno fisicamente i dati sulla nuvola? Nel nuovo centro dati Apple situato in North Carolina, recentemente realizzato con l’esborso di ben un miliardo di dollari. Una bella cifra che dovrà pur essere recuperata in qualche modo…
Al di là della funzionalità musicale, iCloud mira probabilmente a recuperare quegli utenti che fino ad oggi, per sincronizzare mail, calendari e attività varie, hanno scelto i servizi Google poichè del tutto gratuiti.
Anche Apple ha messo a disposizione già da tempo qualcosa di simile – MobileMe – ma a pagamento: non a caso questo progetto non è stato molto gettonato, scelto da una manciata di utenti che – rispetto ai consuenti numeri che fa Apple – rappresenta una percentuale irrisoria e dunque un parziale fallimento del servizio (in termini di audience, non di bontà del prodotto).
E’ dunque ufficialmente finita l’era dei pc quali supporti fisici per “immagazzinare” file, musica, ebook ecc…: è iniziata l’era delle nuvole.

Se vuoi rimanere aggiornato su iCloud di Apple: presentata la nuvola della mela, con qualche polemica iscriviti alla nostra newsletter settimanale

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*