Feed RSS Google News, illegale la ripubblicazione a scopo commerciale

Editori sul piede di guerra, giornalisti sempre più depauperati dei propri diritti. I Feed RSS di Google News finiscono in siti di aggregazione che hanno un solo scopo: produrre reddito ai danni di chi crea, ai danni di chi inventa, ai danni di chi ogni giorno vive di contenuti. Ma le linee guida di Google News sono molto chiare: è illegale.

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Un nuovo pesante interrogativo circola nelle stanze degli addetti ai lavori del mondo dell’informazione: è legale che siti commerciali (anche l’inserimento di una sola riga di pubblicità rende il sito commerciale, a tal proposito le sentenze sono molto eloquenti) ripubblicano notizie provenienti da Google? La risposta è netta: i feed Rss provenienti da Google News sono illegali se utilizzati a scopo commerciale, lo esplicita Google.

Violazione del diritto d’autore
E se i feed RSS provenienti da Google News sono illegali significa che c’è una violazione da parte di siti che aggregano notizie provenienti proprio dal contenitore di news più noto al mondo. In fondo l’editore è in questo contenitore che vuole essere presente e non certamente in siti che poco hanno a che fare (nella maggior parte dei casi) con le notizie. In Italia c’è una legge sul diritto d’autore e in quanto tale va rispettata e non interpretata. I danni per chi ogni giorno vive di contenuti sono evidenti. La maggior parte degli editori blasonati di tutto il mondo hanno già sollevato il caso a Google ovvero quello del riutilizzo di un contenuto di proprietà intellettuale dell’autore e commerciale dell’editore. Google ha risposto in prima battuta che un editore è libero di entrare o meno in Google News ma oggi sta rivedendo un po’ la sua politica. Intanto l’Antitrust indaga. Ma non è questo il problema dell’ultima ora, non è questo di cui si discute in questo spazio. Qui  parliamo di siti che utilizzano i feed Rss di Google News violando la policy di Google e, indirettamente, anche quella dell’editore che ha scelto di essere in Google News e non in altri siti commerciali.

Gli editori contro i copia incollisti e gli aggregatori
“Siamo sopravvissuti alla crisi dell’editoria cartacea investendo sul web e contribuendo alla sua crescita anche con il nostro lavoro” dichiara Raffaele Lopardo, CEO di FullPress Agency, società editrice di magazine digitali tra qui FullPress.it “combattiamo quotidianamente la piaga dei copia incollisti di professione che ‘rubano’ e ripubblicano quotidianamente contenuti ad uso commerciale con programmi di affiliazione pubblicitaria in barba ai legittimi proprietari della notizia, ma mai avremmo pensato ad un web fatto di informazione 3.0 dove tutto si basa sull’aggregazione dell’aggregazione dei contenuti aggregati e riaggregati. Un web di informazione ‘manipolata tecnologicamente’ in cui il contenuto che era ‘the king’ ha perso il suo valore. Se continuiamo così il contenuto del Web di nuova generazione sarà generato solo da software user generated delle web agency che faranno scomparire giornalisti ed editori”.

E’ questo il Web che crea valore?
Nell’era del Web 2.0, del giornalismo partecipativo, dell’informazione che viene dal basso, non è di aggregatori e algoritmi che ha bisogno Internet. La condivisione della conoscenza non passa attraverso trucchi e furbizie che hanno un solo scopo: guadagnare con la Rete, come tanti libri più o meno discutibili invogliano a fare, senza passare per la via del sacrificio e soprattutto della professionalità, oltre a quella del rispetto altrui e del lavoro degli altri.

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