Equo compenso SIAE: ecco le tariffe aumentate

Le tariffe del cosiddetto equo compenso della SIAE hanno visto un ritocco: sono state aumentate. Ecco i dettagli e le conseguenze sul comparto hi-tech.

Aumentano le tariffe dell'equo compenso SIAEAumentano le tariffe dell'equo compenso SIAE

Si torna a parlare di equo compenso SIAE e questa volta con una conferma che sta suscitando polemiche: sono infatti state stabilite le nuove tariffe e si è evinto con chiarezza che sono state aumentate rispetto al passato.
L’ultimo adeguamento risale infatti al 2009 ed al momento si è andati dunque a ritoccare tutto il tariffario, con la promulgazione di un decreto che avrà poi validità per i prossimi tre anni.
Ad annunciare tutte le novità relative al compenso per copia privata è stato il  Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini che ha anche fatto sapere che con questo provvedimento “si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori”.
Tuttavia da più parti si è fatto presente che un rialzo delle tariffe per l’equo compenso molto probabilmente vedrà anche un rialzo di prezzi di tablet, smartphone e altri dispositivi di questo tipo.
Franceschini fa presente che “Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso” e ancora “Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web”.
Queste sono le nuove tariffe per l’equo compenso SIAE, così come comunicato dall’Ufficio Stampa MiBACT:

  • CD da 700 MB: 0,10 euro;
  • DVD da 4,7 GB: 0,20 euro;
  • Memory Card da 4 GB: 0,36 euro;
  • USB Stick da 4 GB: 0,40 euro;
  • Smartphone da 16 GB: 4 euro;
  • Mobile Phone da 1 GB: 0,50 euro;
  • Tablet da 16 GB: 4 euro.

 

Nella stessa tabella vengono messe a confronto le analoghe tasse applicate in Francia e in Germania, due paesi in cui le cifre in ballo appaiono essere più alte che in Italia.
Tuttavia ciò non sta bastando a sedare le polemiche, manifestate anche tramite social network.
Se è vero che per la normativa vigente devono essere i produttori a corrispondere l’obolo previsto dalla legge sul diritto d’autore, è evidente che il timore dei consumatori è che – come spesso accade – tali quote andranno in realtà a gravare sull’acquirente che, a parità di prodotto multimediale scelto, oggi dovrà considerare un ipotetico aumento di prezzo.
Si attendono riscontri diretti, gli unici che possano dar conto di eventuali cambiamenti: la parola spetta al mercato e ai negozi in cui poter acquistare i suddetti supporti multimediali.

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