Diritti tv via satellite: limiti territoriali illegittimi per l'Ue

I limiti territoriali relativi ai diritti televisivi via satellite - per le pay tv - sono stati ritenuti illegittimi dall'Unione Europea. Tutto nasce dal mondo del calcio e da una denuncia sporta contro la proprietaria di un pub inglese.

Diritti tv satellitare: storica sentenza  sui limiti della territorialitàDiritti tv satellitare: storica sentenza sui limiti della territorialità

Novità nel mondo delle pay tv: una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto illegittimi i vigenti pricipi di limiti territoriali imposti nei contratti che si stipulano con le varie emittenti televisive che offrono canali satellitari.
Fino ad oggi, infatti, non è stato possibile usare una scheda e un decoder forniti da aziende pay tv di una nazione differente da quella di residenza.
Così, per fare un esempio concreto, un cittadino italiano non ha mai potuto – almeno stando alla normativa vigente – guardare una partita di calcio a pagamento se non utilizzando un abbonamento Sky.
La sentenza ribalta totalmente la questione e permette ai privati di poter usare una scheda per la pay tv ovunque, nell’ambito dei 27 paesi che fanno parte dell’Unione Europea, oltre che di poter scegliere anche tra schede e abbonamenti esteri.
Tutto inizia in un pub inglese: Kan Murphy, proprietaria, si è vista attribuire una denuncia dalla Lega per utilizzo di una più economica scheda greca – invece che inglese – per fornire agli avventori del suo locale la visione delle partite di Premier League.
Dopo sei anni di peripezie legali e circa 9.000 euro tra multa e spese legali che ha sostenuto, la signora Murphy porta a casa oggi il verdetto positivo dall’Unione Europea.
Alla base della motivazione c’è anzitutto l’evidenza che una partita di calcio non può essere inclusa nella categoria “opera protetta da diritto d’autore” e dunque nè la Lega, nè la società che fornisce il servizio satellitare può vantare diritti come se si trattasse di proprietà intellettuale.
Nella nota diffusa con stralci della sentenza si legge a tal proposito: “una normativa nazionale che vieti l’importazione, la vendita o l’utilizzazione di schede di decodificazione straniere è contraria alla libera prestazione dei servizi e non può essere giustificata nè con riguardo all’obiettivo della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, nè dall’obiettivo di incoraggiare l’affluenza del pubblico negli stadi“.
Su questo assunto è stato quindi stabilito che i privati potranno da oggi abbonarsi a qualsiasi servizio di pay-per-view, a prescindere dal paese di residenza.
Il discorso è leggermente diverso – e dovrà essere sondato ancora a fondo per trovare un compromesso – per i locali che offrono la visione pubblica della tv, degli eventi e delle partite di calcio.
Questa sentenza Ue è destinata sicuramente a far discutere i detentori di considerevoli interessi economici relativi alla visione di canali satellitari e, allo stesso tempo, apre di fatto il mercato delle pay tv ad una concorrenza molto ampia, ben al di fuori dei confini nazionali. Ciò potrebbe voler dire a breve offerte maggiori e qualche euro di risparmio per gli utenti.

Se vuoi rimanere aggiornato su Diritti tv via satellite: limiti territoriali illegittimi per l'Ue iscriviti alla nostra newsletter settimanale

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*