23 giugno 2017

Corso di fotografia. L'inizio: sfocato o mosso?

Le mie foto non sono nitide come quelle degli altri e sembrano un po’ “impastate”. Da cosa può dipendere?

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Le cause di un’immagine poco dettagliata sono molte. Innanzitutto, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la qualità dell’ottica gioca un ruolo fondamentale nella resa finale della foto.

Non è un caso se i professionisti investono in obiettivi luminosi e con lenti di altissima qualità almeno i due terzi della loro spesa complessiva.

C’è poi la sensibilità della pellicola (o del sensore) che ci mette del suo, più è elevata e peggio è, e infine la “mano ferma” del fotografo che si acquisisce solo con l’esperienza e impugnando correttamente la fotocamera.

Comunque sia, se non abbiamo abbastanza soldi da spendere per una macchina fotografica super sofisticata e anche se siamo alle prime armi, adottando alcuni semplici accorgimenti potremo migliorare di molto le nostre foto.

Innanzitutto bisogna individuare il problema e capire se la foto è fuori fuoco oppure se è mossa. La differenza è spesso impercettibile e solo ingrandendo l’immagine potremo determinare la causa della sua scarsa qualità.

Escludendo ogni grossolano errore di messa a fuoco, generalmente la sfocatura riguarda solo il soggetto che avremmo voluto riprendere, mentre altre zone saranno più o meno a fuoco. Il problema si presenta spesso con l’autofocus perché il sistema funziona misurando le differenze di tonalità e non il contorno del punto inquadrato, come invece avveniva con il vetrino smerigliato a sdoppiamento dell’immagine delle vecchie reflex. Per rendersi conto del limite dell’autofocus basta provare a mettere a fuoco il cielo blu senza nuvole oppure un muro dalla tonalità uniforme: scopriremo che anche il sistema più sofisticato avrà delle difficoltà e saremo costretti a focheggiare a mano.
Abbiamo visto in precedenza che il problema può essere ridotto chiudendo di più il diaframma, però i moderni obiettivi offrono anche altre valide alternative come l’autofocus a più punti, l’inseguimento 3D, l’autofocus continuo, oppure il limitatore della portata di messa a fuoco che aumenta la velocità e la precisione del sistema, o ancora il telemetro elettronico. 

Se però la mancanza di nitidezza è distribuita su tutto il fotogramma e addirittura ci accorgiamo di piccole strisciate, allora quasi certamente la foto è mossa. Le cause possono essere due: o il soggetto si è mosso mentre noi lo riprendevamo usando un tempo di posa troppo lento oppure la nostra mano ha tremato un po’ durante lo scatto. In entrambi i casi la soluzione è fin troppo ovvia: bisogna usare un tempo di posa più rapido. La regola dice che la velocità dell’otturatore non deve mai essere inferiore alla lunghezza della focale che si sta usando, cioè con un 24 mm potremo scattare a mano libera usando 1/20 di secondo (nelle vecchie reflex il tempo era di 1/15 o 1/30) e con un 300mm non bisognerebbe mai andare al di sotto di 1/300 di secondo (1/250 o 1/500 sulle vecchie reflex). Ovviamente per tempi davvero lenti, parliamo da 1/8 di secondo in giù, è indispensabile usare il cavalletto oppure appoggiare la macchina fotografica da qualche parte. Un trucco quando usiamo il treppiedi è quello di sollevare lo specchio prima dello scatto e / o di usare l’autoscatto. Così facendo elimineremo definitivamente ogni rischio di micro-mosso.
Il problema, comunque, è largamente diffuso, e molte case costruttrici hanno aggiunto alle fotocamere compatte un sistema antivibrazione che è bene tenere sempre attivato, anche se consuma un po’ di energia in più. Per le reflex, invece, sono in commercio obiettivi con all’interno uno stabilizzatore giroscopico oppure corpi macchina con uno stabilizzatore montato direttamente sul sensore. L’effetto è lo stesso ma il vantaggio della seconda soluzione sta nel fatto che gli obiettivi non stabilizzati sono più leggeri e più facili da costruire degli altri (e perciò costano meno), e anche se cambiamo l’ottica lo stabilizzatore rimane sempre nella nostra fotocamera.
Infine, è bene ricordare che un grandangolo si muoverà molto meno di un teleobiettivo perché è più leggero e maneggevole, e poi la geometria insegna che un piccolo arco proiettato a grande distanza diventa un grande arco, e perciò un movimento a noi impercettibile provocherà nei soggetti lontani un effetto “mosso” molto più evidente di quello che è in realtà.

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