28 settembre 2016

Yahoo e i link pirata: ricorso in appello annunciato

Yahoo! ricorrerà in appello dopo la decisione del Tribunale di Roma, interrogato sul provvedimento da applicare al motore di ricerca, reo di aver visualizzato link pirata o di streaming in serp.

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Qualche giorno fa abbiamo parlato di Yahoo!, condannata per link pirata e film streaming dal Tribunale di Roma, dopo la denuncia sporta da PFA, società distributrice del film About Elly.
Oggi torniamo ad occuparci della questione poichè ci sono stati degli sviluppi: Yahoo! Italia ha deciso di ricorrere in appello, spiegando a stampa ed opinione pubblica la vicenda, dal proprio punto di vista.
Yahoo! punta il dito sul concetto di libertà di espressione sul web: sopprimere pagine e costringere i motori di ricerca a monitorare le proprie serp sarebbe deleterio per la “libera espressione in internet”.
Se questo è quanto afferma in linea generale Yahoo!, per quel che riguarda la specifica vicenda si fornisce la propria versione dei fatti: Yahoo! afferma infatti che PFA non avrebbe circostanziato e indicato con precisione nè il nome nè l’URL dei siti che avrebbero ospitato link pirata o il film in streaming.
Stando a tale dichiarazione di Yahoo!, dunque, PFA non avrebbe fornito dati precisi sui quali agire in maniera mirata, dando tutto l’onore della ricerca a Yahoo! stesso.
Testualmente, sulla comunicazione diramata da Yahoo! Italia si può leggere: “Riguardo la soppressione dei link, tra l’altro, il pretendente non ha fornito indicazione del nome o dell’URL dei siti illegali, nonostante un’ingiunzione in merito”.
Se da un verso Yahoo! invoca il principio di non responsabilità dei motori di ricerca, stabilito dalla Comunità Europea in materia di direttiva sul commercio elettronico, dall’altro lato è impossibile non porsi una semplice domanda: come mai, prima di puntare alla condanna e al risarcimento danni nei confronti dei motori di ricerca, non si è partiti dal citare in giudizio tutti i siti che avrebbero ospitato i link pirata? E se lo si è fatto, come si sta svolgendo questo filone?
Così, mentre PFA pare si stia preparando a chiedere un risarcimento milionario a Yahoo!, il motore di ricerca non sta a guardare e mostra tutta l’intenzione di difendersi.
Seguiremo gli ulteriori sviluppi della vicenda.

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