Sicurezza? Che stress! Un’indagine europea presentata oggi a Milano svela un elevato livello di stress tra i responsabili della sicurezza, che temono addirittura di perdere il proprio lavoro in seguito a un attacco di hacker.
Eppure, la stessa ricerca rivela che le contromisure per proteggersi dalle nuove minacce via Internet sono insufficienti…soprattutto in Italia
Milano – In Italia, il 47% delle aziende è stato colpito da attacchi alla sicurezza di un qualche tipo eppure oltre la metà dei responsabili della sicurezza crede di essere al sicuro, con il minor numero in assoluto in Europa di soluzioni di protezione installate in azienda in aggiunta ai tradizionali firewall e antivirus.
Sono questi gli inquietanti risultati emersi dall’indagine “Stress da Sicurezza”, commissionata da Websense alla società di ricerche di mercato indipendente Dynamic Markets. Condotta nel gennaio 2005 presso un campione di 500 responsabili della sicurezza (100 in Italia) di aziende di medio-grandi dimensioni (da 250 dipendenti in su), l’indagine era mirata ad analizzare le percezioni dei responsabili della protezione dell’azienda confrontandole con la realtà dei fatti. Gli intervistati appartengono ad aziende di vari comparti industriali di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Olanda.
In estrema sintesi, ciò che è emerso è un falso senso di sicurezza, smascherato nei fatti dall’elevato livello di stress che i responsabili IT hanno manifestato in relazione alle loro responsabilità e dalla realtà delle tecnologie di protezione installate in azienda, oltre che dagli attacchi effettivamente subiti.
Globalmente, il 91% degli intervistati crede di essersi dotato di un efficace sistema di protezione. Andando più nel dettaglio, si scopre però che il 60% del campione non ha alcuna protezione contro gli attacchi di hacking provenienti dall’interno dell’azienda, il 62% non è in grado di bloccare attacchi di phishing, il 56% non sa impedire l’uso di applicazioni P2P illegali, il 35% non è in grado di evitare lo spyware che rischia di mettere a repentaglio le informazioni aziendali riservate.
Il falso senso di sicurezza porta troppo spesso a valutazioni superficiali dei rischi rendendo le aziende facile bersaglio di tutti gli emergenti attacchi via Internet: spyware, phishing, keylogging, etc. I responsabili della sicurezza in qualche modo se ne rendono conto, se dall’indagine emerge con chiarezza che essi vivono oggi il proprio ruolo con un’ansia crescente. Tra le principali preoccupazioni, il rischio di perdere il posto di lavoro (il 72% del campione globale, il 62% di quello italiano) a causa di attacchi riusciti alla sicurezza della propria azienda. Addirittura 1 responsabile IT su 5 ritiene il compito di proteggere l’azienda dalle minacce alla sicurezza via Internet più stressante che cambiare lavoro, traslocare, sposarsi, divorziare, essere coinvolto in un tamponamento. I più stressati sono risultati proprio i responsabili IT italiani, con un 30% di intervistati che ha ammesso di ritenere la lotta quotidiana alle minacce alla sicurezza più stressante dei fatti della vita personale.
Copia completa dell’indagine può essere richiesta all’Ufficio Stampa di Websense
Pubblicato il: 21 marzo 2005
Fonte:
Autore: Redazione FullPress
News inserita in: Varie
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