Italia al venticinquesimo posto nell'IT
Secondo la ricerca condotta dall'Economist Intelligence Unit per definire un indice mondiale di competitività nel settore informatico, fra le nazioni europee la Gran Bretagna occupa la 3ª posizione, la Svezia la 4ª e la Danimarca la 5ª, mentre il nostro Paese si situa solo fra Estonia e Slovenia. Un dato sui cui riflettere attentamente per il futuro dell’economia
L'Italia occupa la 25ª posizione nell'indice della competitività IT a livello globale relativo al 2008, scendendo dalla 23ª occupata nell’edizione 2007 del medesimo studio. La “classifica” delle economie che offrono all’IT un ambiente più favorevole allo sviluppo e all’innovazione è guidata dagli Stati Uniti, cui segue la giovane economia taiwanese, ma fra le economia europee più vicine a noi notiamo che il Regno Unito si situa al terzo posto, la Svezia al quarto e la Danimarca al quinto. Tutte le economie di riferimento per il sistema Italia purtroppo ci precedono nella lista di EIU: seguono l’Italia solo il Portogallo in 27ª e la Grecia in 33ª posizione. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono dal nuovo studio condotto dall'Economist Intelligence Unit per conto di BSA (Business Software Alliance).
Giunto alla seconda edizione, lo studio valuta e analizza il settore IT (Information Technology) in 66 Paesi al fine di determinarne il livello di competitività. Nonostante le 20 principali economie siano rimaste le stesse della scorsa edizione, si sono verificati diversi cambiamenti con 9 Paesi in salita e 11 in discesa (tra cui il nostro) e tre nuove entrate nelle prime cinque posizioni, e precisamente Taiwan, Svezia e Danimarca.
'L'indice di quest'anno mostra chiaramente con quanta rapidità un Paese possa salire o discendere nella classifica della competitività IT', commenta Luca Marinelli, Presidente di BSA. 'La capacità della leadership politica e delle aziende IT di creare lavoro e migliorare la qualità della vita attraverso l'Information Technology risente significativamente da sei fattori chiave, come ci spiega EIU. Pensando al futuro della nostra economia, è davvero preoccupante che – nonostante l’impegno dell’industria e delle istituzioni – l’Italia non sia mai citata all’interno dello studio fra le 20 nazioni che offrono un ambiente positivo e dinamico in nessuna di queste sei aree”, conclude Marinelli.
I sei fattori che influenzano la competitività
Secondo l'Economist Intelligence Unit, sei sono i fattori che concorrono a formare un ambiente capace di supportare il settore IT:
- un'ampia disponibilità di personale qualificato;
- un ambiente culturale votato all'innovazione;
- un'infrastruttura tecnologica avanzata;
- un quadro normativo che tuteli efficacemente i diritti sulla proprietà intellettuale, quali brevetti e copyright;
- un'economia aperta e competitiva;
- una leadership governativa che bilanci in maniera adeguata la promozione tecnologica con il rispetto delle dinamiche di mercato.
I Paesi che mostrano solide performance in tutte queste sei categorie tendono a contare su settori IT particolarmente forti. Un settore IT in buona salute contribuisce direttamente per oltre il 5% al PIL dei Paesi più sviluppati, oltre a influenzare positivamente tutta l'economia, aiutando aziende e lavoratori a essere più efficienti e produttivi.
'Istituzioni e imprenditori devono porre grande attenzione alla combinazione dei fattori che agevolano lo sviluppo dell’IT ', ribadisce Denis McCauley, Direttore Global Technology Research dell’Economist Intelligence Unit. 'E’ assai difficile che una nazione possa sperare di costruire un solido settore IT senza contare su altrettanto solide basi date dall’ambiente legale ed economico complessivo, dai bacini di risorse umane specializzate, dal sostegno offerto all’innovazione, e infine al pervasivo impiego della tecnologia in tutti gli aspetti della vita sociale”.
Tra gli altri risultati notevoli della ricerca segnaliamo ancora:
1. Investire sulle risorse umane riveste un'importanza mission-critical per il settore IT di un Paese. L'approvvigionamento di nuovi talenti sarà una delle maggiori sfide che le aziende IT incontreranno nei prossimi anni.
2. La competitività sui mercati del broadband contribuisce alla prosperità del settore IT. In assenza di un accesso Internet veloce, sicuro e affidabile, le aziende tecnologiche non sono in grado di interagire efficacemente con i partner e la comunità della ricerca, e non riescono a fornire i loro servizi online.
3. È essenziale un quadro normativo capace di tutelare i diritti sulla proprietà intellettuale e combattere efficacemente la criminalità informatica. Stati Uniti, Australia e i Paesi dell'Europa occidentale possiedono i sistemi più efficaci per assicurare la protezione IP e contrastare i cyber-criminali, ma graduali progressi si registrano anche in Paesi notoriamente 'difficili' come la Cina.
4. Internet e la globalizzazione 'libereranno' la ricerca e sviluppo. Ecosistemi, ambienti online e simili, che riuniscono talenti, tecnologie, investimenti e università, cui si aggiunge una radicata propensione al rischio, saranno i migliori incubatori dell'innovazione.
Per maggiori informazioni riguardanti i risultati dello studio e la metodologia utilizzata, si veda il documento 'How technology sectors grow: Benchmarking IT industry competitiveness 2008', scaricabile gratuitamente dagli indirizzi www.eiu.com e www.bsa.org/globalindex.
Giunto alla seconda edizione, lo studio valuta e analizza il settore IT (Information Technology) in 66 Paesi al fine di determinarne il livello di competitività. Nonostante le 20 principali economie siano rimaste le stesse della scorsa edizione, si sono verificati diversi cambiamenti con 9 Paesi in salita e 11 in discesa (tra cui il nostro) e tre nuove entrate nelle prime cinque posizioni, e precisamente Taiwan, Svezia e Danimarca.
'L'indice di quest'anno mostra chiaramente con quanta rapidità un Paese possa salire o discendere nella classifica della competitività IT', commenta Luca Marinelli, Presidente di BSA. 'La capacità della leadership politica e delle aziende IT di creare lavoro e migliorare la qualità della vita attraverso l'Information Technology risente significativamente da sei fattori chiave, come ci spiega EIU. Pensando al futuro della nostra economia, è davvero preoccupante che – nonostante l’impegno dell’industria e delle istituzioni – l’Italia non sia mai citata all’interno dello studio fra le 20 nazioni che offrono un ambiente positivo e dinamico in nessuna di queste sei aree”, conclude Marinelli.
I sei fattori che influenzano la competitività
Secondo l'Economist Intelligence Unit, sei sono i fattori che concorrono a formare un ambiente capace di supportare il settore IT:
- un'ampia disponibilità di personale qualificato;
- un ambiente culturale votato all'innovazione;
- un'infrastruttura tecnologica avanzata;
- un quadro normativo che tuteli efficacemente i diritti sulla proprietà intellettuale, quali brevetti e copyright;
- un'economia aperta e competitiva;
- una leadership governativa che bilanci in maniera adeguata la promozione tecnologica con il rispetto delle dinamiche di mercato.
I Paesi che mostrano solide performance in tutte queste sei categorie tendono a contare su settori IT particolarmente forti. Un settore IT in buona salute contribuisce direttamente per oltre il 5% al PIL dei Paesi più sviluppati, oltre a influenzare positivamente tutta l'economia, aiutando aziende e lavoratori a essere più efficienti e produttivi.
'Istituzioni e imprenditori devono porre grande attenzione alla combinazione dei fattori che agevolano lo sviluppo dell’IT ', ribadisce Denis McCauley, Direttore Global Technology Research dell’Economist Intelligence Unit. 'E’ assai difficile che una nazione possa sperare di costruire un solido settore IT senza contare su altrettanto solide basi date dall’ambiente legale ed economico complessivo, dai bacini di risorse umane specializzate, dal sostegno offerto all’innovazione, e infine al pervasivo impiego della tecnologia in tutti gli aspetti della vita sociale”.
Tra gli altri risultati notevoli della ricerca segnaliamo ancora:
1. Investire sulle risorse umane riveste un'importanza mission-critical per il settore IT di un Paese. L'approvvigionamento di nuovi talenti sarà una delle maggiori sfide che le aziende IT incontreranno nei prossimi anni.
2. La competitività sui mercati del broadband contribuisce alla prosperità del settore IT. In assenza di un accesso Internet veloce, sicuro e affidabile, le aziende tecnologiche non sono in grado di interagire efficacemente con i partner e la comunità della ricerca, e non riescono a fornire i loro servizi online.
3. È essenziale un quadro normativo capace di tutelare i diritti sulla proprietà intellettuale e combattere efficacemente la criminalità informatica. Stati Uniti, Australia e i Paesi dell'Europa occidentale possiedono i sistemi più efficaci per assicurare la protezione IP e contrastare i cyber-criminali, ma graduali progressi si registrano anche in Paesi notoriamente 'difficili' come la Cina.
4. Internet e la globalizzazione 'libereranno' la ricerca e sviluppo. Ecosistemi, ambienti online e simili, che riuniscono talenti, tecnologie, investimenti e università, cui si aggiunge una radicata propensione al rischio, saranno i migliori incubatori dell'innovazione.
Per maggiori informazioni riguardanti i risultati dello studio e la metodologia utilizzata, si veda il documento 'How technology sectors grow: Benchmarking IT industry competitiveness 2008', scaricabile gratuitamente dagli indirizzi www.eiu.com e www.bsa.org/globalindex.
Pubblicato il: 16 settembre 2008
Fonte: ufficio stampa BSA
Autore: Mario Gazzola
Link: http://www.bsa.org/italia
News inserita in: Varie
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