Diritto d'autore: Stop al monopolio SIAE
Il senatore Franco Asciutti, ha presentato un disegno di legge teso a modificare il complesso di norme che dal 1941 conferiscono alla SIAE un mandato esclusivo di intermediazione per conto di autori ed editori. Il disegno di legge prevede che i ministeri competenti, attività produttive ed economia, provvedano, entro un anno dalla sua entrata in vigore, a modificare tutte le altre norme che nell’ordinamento italiano fanno riferimento alla posizione di monopolio espletata dalla SIAE.
Il senatore Franco Asciutti, ha presentato un disegno di legge teso a modificare il complesso di norme che dal 1941 conferiscono alla SIAE un mandato esclusivo di intermediazione per conto di autori ed editori. Il disegno di legge prevede che i ministeri competenti, attività produttive ed economia, provvedano, entro un anno dalla sua entrata in vigore, a modificare tutte le altre norme che nell’ordinamento italiano fanno riferimento alla posizione di monopolio espletata dalla SIAE.
PISA - La caratteristica della legge sul diritto d’autore è quella di individuare nella SIAE, e solo in essa, l’ente di gestione dei diritti d’autore, quasi come funzione esclusiva. Tant’è vero che spesso è stata prospettata la questione di legittimità costituzionale delle disposizioni, che attribuiscono questa funzione monopolistica. Allo stato attuale, gli unici enti che in Italia svolgono attività in minima parte concorrenziali a quelle della SIAE sono l’AFI e la SCF, nella loro qualità di agenzie di collecting dei diritti per conto delle aziende discografiche.
In questo contesto si inserisce la proposta del senatore Asciutti, avente ad oggetto la modifica del titolo V –Enti di diritto pubblico per la protezione e l’esercizio dei diritti d’autore- della legge 22 aprile n.633, con l’eliminazione delle disposizioni che attribuiscono alla SIAE una posizione di monopolio ed il conferimento al Governo di una delega per la modifica e l’introduzione di norme che abbiano come presupposto un nuovo quadro normativo che preveda la possibilità della concorrenza tra più soggetti.
In realtà, l’opportunità di garantire alternative concorrenziali alla società degli autori, che nel nostro ordinamento riveste carattere di ente privato di diritto pubblico, in quanto operante in un settore di interesse collettivo, è un’ipotesi che è affiorata di tanto in tanto nel dibattito tra gli addetti ai lavori, soprattutto dopo il lunghissimo periodo di commissariamento che ne ha ostacolato il regolare funzionamento e minato la credibilità. In questa occasione, però, l’intervento di un esponente parlamentare di maggioranza ha sollevato ulteriormente il profilo pubblico della questione, con conseguenze e reazioni ancora tutte da valutare. Certamente si tratta di un problema in più per la società degli autori, in un clima arroventato da polemiche feroci, dopo che statuto, regolamento e ordinanze di ripartizione sono state impugnate in tribunale da un ampio schieramento di autori ed editori. [STUDIOCELENTANO.IT].
Pubblicato il: 16 luglio 2002
Fonte: Laura Turini, STUDIOCELENTANO.IT
Autore: Redazione FullPress
Link: http://www.studiocelentano.it
News inserita in: Fisco e Leggi
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