Da Assinform la prima indagine sullo sviluppo della banda larga
I grandi collegamenti in fibra ottica (dorsali) raggiungono ormai tutte le zone del Paese. Molto da fare invece, nonostante uno sviluppo sostenuto, a livello locale e metropolitano, ove le “ramificazioni” sono frenate dai vincoli amministrativi e dalle condizioni di fruizione delle tratte che collegano l’utente finale (ultimo miglio).
A giugno 2001 sono stati posati oltre 5 milioni di chilometri di fibra, per investimenti annuali pari a oltre 1700 milioni di Euro (più di 3300 miliardi di lire). Il rallentamento della spesa in infrastrutture, atteso per l’anno entrante, non intacca più di tanto una dinamica di investimento che rimane buona nel medio termine, e che porterà i chilometri di fibra ottica posata a oltre 7 milioni nel 2003.
Queste le principali indicazioni scaturite dalla prima indagine sullo sviluppo delle infrastrutture di rete a banda larga in Italia, condotta da Assinform – l’Associazione delle aziende di informatica e telecomunicazioni operanti in Italia.
L’indagine, svolta in collaborazione con NetConsulting, ha coinvolto tutti gli operatori impegnati nello sviluppo delle infrastrutture trasmissive ad alta velocità in Italia, ed ha messo in luce aspetti essenziali ai fini della crescita della società dell'informazione nel nostro Paese. "Lo sviluppo dei modelli della net-economy poggia su reti di connessione a larga banda, e in particolare su quelle in fibra ottica, capaci di reggere il più rapido scambio di informazioni, per comunicare, governare e innovare le transazioni d'affari - ha esordito il Presidente di Assinform, Giulio Koch - Già oggi è evidente la necessità di superare gli attuali vincoli alla velocità di Internet, che appunto non consentono di trasmettere dati e immagini alla velocità richiesta da un uso intensivo della rete".
La ricerca condotta da Assinform ha mosso proprio da questa evidenza, cioè dalla necessità di fare il punto sulle dinamiche di investimento in corso e di capire cosa realmente serva per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture trasmissive. "Dall'analisi emerge che gli investimenti sono consistenti. Ma abbiamo anche verificato che ormai la sfida sta nel rimuovere i vincoli alle ramificazioni urbane e territoriali delle reti. - ha aggiunto Koch - Sono proprio questi vincoli a rallentare lo sviluppo delle tratte urbane e metropolitane, quelle che consentono di portare i vantaggi della rete al più ampio numero di utenti, coinvolgendo anche le imprese e le amministrazioni italiane."
"Assinform - ha continuato Koch - ritiene urgente definire un quadro normativo di riferimento certo, regolamentato dall'Autorità per le Telecomunicazioni, che superi la varietà delle discipline vigenti a livello locale e che, allo stesso tempo, agevoli la concorrenza tra gestori, aprendo le infrastrutture esistenti, in attesa che vengano posate quelle alternative".
Secondo Assinform, quanto indicato, oltre ad essere un atto dovuto, permetterebbe di incanalare e rafforzare una spinta all'investimento dei gestori, indispensabile alla crescita del nostro sistema-Paese. Come appunto si vede dai principali risultati dell'indagine, riassunti nel seguito.
Giugno 2001: 5 milioni di chilometri di fibra ottica
La quantità di fibra ottica posata in Italia è infatti in forte crescita, soprattutto a livello di reti urbane (MAN), dove la capillarità è ancora ben lungi dal far fronte ad una richiesta potenziale elevata e dove sono in atto grandi progetti di cablatura. Nel corso del primo semestre 2001 si è passati da circa 4,3 milioni di Km di fibra ottica posata a più di 5 milioni di Km, con un incremento che sfiora il 17% in soli sei mesi. In particolare le MAN sono cresciute del 20,8% superando il milione di Km di fibra posati, mentre le dorsali hanno fatto registrare valori di crescita leggermente più bassi (+15,9%) a fronte però degli oltre 4 milioni di Km di fibra esistente al 30 giugno 2001.
Per quanto riguarda l'apporto dei singoli operatori, l'indagine ha rilevato, sulla base delle dichiarazioni pubbliche degli stessi operatori, che a fine giugno 2001, Telecom Italia risultava aver posato circa il 60 per cento delle fibre, con una maggiore incidenza sulle dorsali (63,7%) rispetto alle MAN (39,9%). L'apporto dei nuovi operatori è in crescita. Nel corso del primo semestre dell'anno, l'incremento del numero delle fibre posate è stato infatti del 40,6 % per i nuovi entranti contro il 4,6% di Telecom Italia"
Copertura geografica disomogenea
La copertura del Paese a livello di fibre ottiche non è omogenea. Il Centro e il Nord-ovest hanno quote di "posato" (tra dorsali e MAN) rispettivamente del 30,7 e del 30,8 per cento; il Nord-est del 27 per cento; il Sud e le Isole dell'11,5 per cento. E se si può dire che per Centro e Nord-ovest sussistono concause favorevoli - nel primo caso l'essere un punto di passaggio obbligato per qualsiasi rete, e nel secondo l'essere anche il ponte di collegamento con le dorsali europee - resta il fatto che il ritardo al Sud è reale, anche se nel corso del 2001 ha cominciato a manifestarsi un certo ricupero.
Quanto visto sopra, per l'insieme dei collegamenti in fibra ottica, trova riscontro anche nella distribuzione geografica della quantità di fibra posata in ambito urbano/metropolitano (MAN). A fine dicembre 2000, la sola Milano, con 130.380 Km, disponeva del 15 per cento della fibra posata in ambito urbano, seguita da Roma (10,8%), Torino (5,1%), Genova (2,5%), Bologna (2,1%) e Padova (1,7%).
2003: 7,2 milioni di chilometri di fibra ottica
A fine 2001 l'incremento in chilometri della fibra posata sarà di oltre il 25%, grazie soprattutto alla crescita delle reti urbane e metropolitane (MAN, +33,3%), mentre per le reti a lunga distanza (dorsali) la crescita si attesterà al 21,5%. I valori suddetti nel corso del 2002 avranno tuttavia un andamento molto differente, in quanto le MAN allungheranno il passo con un +37,4% mentre le dorsali segneranno un sensibile contenimento nella crescita, non superando il 10% di aumento sul 2001. Alla fine del 2003 in Italia saranno quindi presenti oltre 7,2 milioni di Km di fibra ottica, di cui oltre 5,1 di dorsali e oltre 2,1 di MAN.
Investimenti in aumento
Interessante anche la dinamica degli investimenti in fibre, misurata in valore. Lo dimostra il fatto che nel 2000 sono stati investiti oltre 3.300 miliardi di lire (1738,7 milioni di Euro), mentre già nei primi sei mesi del 2001 ne sono stati investiti 2.725 (1407,4 milioni di Euro), pari a circa all'l'80 per cento del valore complessivo dell'anno precedente. L'attesa per il 2001 è dunque di un volume complessivo di investimenti per oltre 3350 miliardi (1780 milioni di Euro)
Ad oggi le dorsali hanno assorbito circa il 70% degli investimenti, ma questo è un rapporto che è atteso invertirsi da qui a due/tre anni. "Anzi - ha precisato Koch - sarà proprio questa inversione a ridare dinamismo ad un processo che è atteso rallentare nel 2002, per l'effetto combinato delle incertezze congiunturali e del sostanziale progresso già accumulato nello sviluppo delle dorsali." Così, se a fine 2002, il volume complessivo di investimenti potrà addirittura registrare una flessione rispetto al 2001, la dinamica riprenderà con forza nel 2003, facendo segnare valori attorno ai 3700 miliardi (1915 milioni di Euro), sulla spinta dello sviluppo delle reti urbane. Per queste ultime gli investimenti sono attesi crescere del 46,1 per cento nel 2002, sino a quota 1430 miliardi (739 milioni di Euro) e del 27,3 per cento nel 2003, sino a quota 1820 miliardi (941milioni di Euro).
In aumento anche l'incidenza dell'elettronica e dei diritti di passaggio
Altro elemento di sicuro interesse, scaturito dall'indagine, è la variabilità dell'incidenza dei costi dell'elettronica e dei diritti di passaggio una volta che si tenga conto della vita media delle componenti infrastrutturali e delle necessità di espansione della rete. Rispetto ad un’infrastruttura che si sviluppa e si aggiorna, i costi delle apparecchiature vanno così dal 12,7 al 30,8 per cento e quelli dei diritti di passaggio dall’1,9 al 18,2 per cento. E il risultato è anche quello di fare emergere un costo per chilometro di "strada" cablata (tratta coperta anche da più operatori con più cavi, capaci anche di anche di 144 fibre ciascuno) compreso tra i 96 e i 150 milioni di lire (50 e 80 mila Euro) nel caso delle dorsali e tra i 212 e i 480 milioni (110 e 260 mila Euro) nel caso delle reti urbane e metropolitane (MAN).
Pubblicato il: 21 dicembre 2001
Fonte: Stefania Follador
Autore: Redazione FullPress
News inserita in: Varie
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